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ARGOMENTO: Come e perché consumare i semi e l’olio di lino

Come e perché consumare i semi e l’olio di lino 2 Anni 6 Mesi fa #1798

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Come e perché consumare i semi e l’olio di lino.

Sono sempre più numerosi gli studi e le osservazioni che mettono in luce i benefici legati al consumo dei semi di lino, fonte eccezionale di lignani, potenti anticancerogeni e di acido alfa-linolenico, un acido grasso essenziale della famiglia degli omega-3 di cui la dieta dell’uomo moderno è sempre più povera.
Più esattamente, in tutti i paesi industrializzati oggi si assiste a uno squilibrio tra gli acidi grassi omega-6, assunti generalmente in quantità eccessive, e gli omega-3, sempre meno presenti. Uno squilibrio che interessa spesso anche chi segue una dieta vegetariana o vegan.
Il ruolo degli acidi grassi essenziali
Per comprendere l’importanza dei semi di lino nell’alimentazione è necessario ricordare che mentre gli omega 6, cui appartengono gli acidi grassi più comuni hanno la capacità di aumentare la pressione sanguigna, le reazioni infiammatorie, l’aggregazione piastrinica, la trombogenesi, il vasospasmo, le reazioni allergiche e la proliferazione cellulare, gli omega-3 svolgono azioni opposte e competono con gli omega-6 per gli enzimi coinvolti nella loro desaturazione.
Pertanto il consumo eccessivo di cibi ricchi in acidi grassi omega-6 può compromettere la capacità dell’organismo di utilizzare al meglio l’acido alfalinolenico, con effetti negativi per lo stato di salute.
Sono numerose le ricerche che evidenziano come i livelli di acidi grassi essenziali e l’equilibrio tra essi giochino un ruolo fondamentale non solo nella crescita e nello sviluppo,ma anche nella prevenzione e nel trattamento di numerose patologie, come quelle coronariche, ipertensione, diabete mellito di tipo II, artrite e altri disordini immunitari ed infiammatori, e di diverse forme di cancro.
Per questo motivo, gli studiosi utilizzano il rapporto tra acidi grassi omega-6 e omega-3 (omega-6:omega-3), per valutare l’equilibrio tra gli acidi grassi essenziali nella dieta. Rapporto che in genere è attestato tra 14:1 e 20:1, contro un rapporto raccomandato che dobrebbe essere compreso tra 5:1 e 10:1.
Le fonti principali
Mentre l’assunzione di acidi grassi omega-6 è praticamente assicurata da qualsiasi tipo di dieta non eccessivamente squilibrata, gli omega-3 non sono altrettanto abbondanti nella dieta dell’uomo odierno, soprattutto quando non si consumano abitualmente pesci o alghe marine. Secondo il medico Brenda Davis dell’associazione di dietisti Vegetarian Nutrition Dietetic Group, che conta più di 1700 membri in tutto il mondo, per garantire un’assunzione equilibrata di acidi grassi essenziali nelle diete vegetariane è dunque necessario seguire alcuni suggerimenti:

>> Limitare l’assunzione di grassi saturi e idrogenati. Gli acidi grassi idrogenati derivano primariamente da oli vegetali idrogenati che hanno la capacità di interferire con la conversione dell’acido alfa-linolenico in DHA, oltre a aumentare il rischio di patologie degenerative.
I grassi idrogenati sono abbondanti in merendine, margarine idrogenate, cibi elaborati che contengono oli vegetali idrogenati e parzialmente idrogenati (crackers, biscotti, torte, pasticcini,
cibi economici surgelati, snack) e cibi da fast food (gli oli idrogenati sono usati per friggere in profondità).
Nelle diete vegetariane le fonti primarie di grassi saturi sono i latticini e le uova, mentre le diete vegane contengono basse quantità di grassi saturi a meno che non vi sia un forte consumo di oli tropicali.

>> Consumare grassimonoinsaturi come grassi principali nella propria alimentazione. I grassi monoinsaturi dovrebbero rappresentare la maggior parte dei grassi nella dieta, dato che hanno dimostrato di avere un effetto neutro o positivo per la salute. Inoltre incrementare i grassi monoinsaturi nella dieta aiuta a limitare l’assunzione di grassi saturi, grassi idrogenati ed omega-6. L’olio d’oliva (77% di grassi monoinsaturi) e/o l’olio di canola (58% di grassi monoinsaturi) sono gli oli da preferire. Avocado, olive, nocciole, pistacchi,mandorle, noci macadamia, noccioline e pecan sono pure ottime fonti di grassi monoinsaturi.
Questi cibi forniscono anche vitamine, minerali, sostanze fitochimiche e fibre e, se usati con moderazione, sono un ottimo complemento nelle diete vegetariane.

>> Limitare l’assunzione di oli vegetali ricchi di omega-6. Ridurre al minimo l’uso di oli ricchi in omega-6 (olio di semi dimais, di girasole, di cartamo, di cotone) è il modo più facile per mantenere l’acido linoleico a livelli accettabili.
Margarine e maionese che sono fatti con questi oli dovrebbero essere assunti in quantità limitata. L’olio di soia e di noci sono anch’essi ricchi di omega-6, ma il loro contenuto di omega-6 è parzialmente compensato da un buon contenuto di omega-3.

>> Includere una fonte di acidi grassi omega-3 nella dieta quotidiana. Per ottenere quantità sufficienti di omega-3 in una dieta vegetariana devono essere inserite nell’alimentazione di tutti i giorni delle buone fonti vegetali di questo nutriente. Se consideriamo un fabbisogno calorico giornaliero di 2000 Kcal, di cui il 5% fornito da acidi grassi poliinsaturi con un rapporto tra omega-6 e omega-3 pari a 4:1, una persona necessiterebbe di 8,9 g di omega-6 e 2,2 g di omega-3. Tali quantitativi sono assicurati senza difficoltà dal consumo di alimenti a base di grano integrale e di soia. Più difficile per i vegetariani assicurarsi 2,2 g di acidi grassi omega-3 se non ricorrendo alla fonte più ricca di acido alfa-linolenico: l’olio di lino (57% omega-3, 15% omega-6). Purtroppo si tratta di un olio altamente insaturo e pertanto viene facilmente danneggiato dalla luce, dal calore e dall’aria. Per questo motivo deve essere conservato in frigorifero e consumato entro 8 settimane dall’apertura della confezione.
L’olio non usato entro quella data dovrebbe essere congelato. In questo modo può durare fino ad un anno; mentre l’olio di lino rancido ha un odore sgradevole e deve essere eliminato. L’olio di lino non deve mai essere esposto al calore diretto e quindi non deve essere usato per cucinare. È bene utilizzarlo come condimento per insalate o cereali, minestre, salse, patate, verdure.
Di più lunga durata sono i semi di lino, protetti da un duro rivestimento esterno che si possono conservare per molti mesi nella dispensa, ma proprio grazie a questo duro rivestimento e alla piccola dimensione, quando vengono ingeriti arrivano per lo più intatti nel sistema digerente, pertanto per utilizzare al meglio le loro proprietà nutrizionali è necessario frantumarli. Una volta che i semi di lino sono stati macinati essi irrancidiscono rapidamente e devono essere conservati in frigorifero o nel congelatore.
I semi triturati si possono utilizzare per arricchire insalate, cereali e pietanze di tutti i tipi, ma senza esagerare perché assorbono acqua per 5 o 6 volte il loro peso e quindi è importante bere molti liquidi.
Inoltre, i semi crudi, ma non l’olio, contengono dei glucosidi cianogeni che sono convertiti nell’organismo in tiocianati. Queste sostanze possono interferire con l’utilizzo di Iodio da parte della tiroide e aumentare il rischio di gozzo. Pertanto si consiglia di limitarne il consumo a 3-4 cucchiai al giorno. Il calore inattiva i glucosidi cianogeni e pertanto ci sono meno problemi quando i semi sono consumati cotti.

Fonte: I segreti dei semi di lino, Terra Nuova (D. Sapino)
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Ultima modifica: 2 Anni 6 Mesi fa da B612.
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Re: Come e perché consumare i semi e l’olio di lino 2 Anni 6 Mesi fa #1801

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Aggiungo il consiglio di rivestire la bottiglietta di carta alluminio al fine di evitarne la pur minima esposizione alla luce.

E' preferibile, fra gli altri, l'olio di semi di lino spremuto a freddo che troviamo già nel banco frigo
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Re: Come e perché consumare i semi e l’olio di lino 2 Anni 6 Mesi fa #1808

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Io pensavo di mangiare sano(+meno)
Ora invece sn +confusa che mai
La frutta secca e ricca in monoinsaturi ed e una cosa che mangio (senza esagerare)ma quotidianamente..ora vengo a sapere che contiene aflatossine..
Il pesce anche fa parte della mia alim.,poi,xo..acidifica l organismo,qnd,piu di 90grammi a settimana non va bene!!
Il the verde(a cui nn voglio rinunciare),acidifica l organismo...
Forse la moderazione e la chiave di tutto???????? Nn lo so piu.... :pinch:
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Re: Come e perché consumare i semi e l’olio di lino 2 Anni 6 Mesi fa #1809

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Ahh,dimenticavo...i semi di lino li mangio sempre,macinati insieme a semi di girasole,zucca..
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Re: Come e perché consumare i semi e l’olio di lino 2 Anni 6 Mesi fa #1810

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quando consumate olio di lino ricordate di integrare vitamina E

Come ho spiegato nell'altro forum, molti oli vegetali, tranne l'olio di germe di grano e qualche altro, presentano un bilancio negativo tra E e polinsaturi
questo porta non solo ad un irrancidimento nel corpo (la protezione nel corpo si deve fare con un antiossidante completo non solo con la E), ma a SOTTRARRE LA VITAMINA E ALLE NOSTRE GIA' MISERE RISERVE
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Re: Come e perché consumare i semi e l’olio di lino 2 Anni 6 Mesi fa #1812

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@ soani

moderazione e sinergia

la sinergia in fitoterapia serve proprio ad attenuare possibili effetti secondari di alcune piante assunte da sole ad alte dosi
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Re: Come e perché consumare i semi e l’olio di lino 2 Anni 6 Mesi fa #1813

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Scusa, ma allora le capsule di olio di pesce che contengono sia omega 3 che omega 6 non vanno bene?
Le ho appena comprate...
I saggi dell'antichità che prendevano la bontà come loro metodo di vita erano così profondi che nessuno poteva sondare la loro mente, si muovevano cautamente come chi guada il...
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Re: Come e perché consumare i semi e l’olio di lino 2 Anni 6 Mesi fa #1825

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Clara ha scritto:
Scusa, ma allora le capsule di olio di pesce che contengono sia omega 3 che omega 6 non vanno bene?
Le ho appena comprate...

Cara Clara, le prendi se hai bisogno di una integrazione, e se pratichi un'alimentazione 'normale' ne hai certamente bisogno ...nel frattempo puoi cominciare ad assumere la crema Budwig e frutta secca, semi oleosi ed altri cibi che contengono gran quantità di acidi grassi!

Negli anni Quaranta la tecnica estrattiva dell'olio alimentare ha subito una modifica importante. Ci si era accorti infatti che la pressione a freddo rendeva la metà dell'olio contenuto nei semi, mentre la pressione a caldo (da 160 a 200 gradi) dava un rendimento doppio, esattamente come l'estrazione tramite esano (solvente organico simile al benzene, che è impossibile eliminare del tutto!)...

Oggi si ottengono oli stabili, facilmente conservabili, che hanno perso il loro gusto caratteristico e la capacità di irrancidire, ma che sono alimenti morti, sprovvisti di quegli elementi necessari al buon funzionamento del nostro organismo e al rinnovamento dei tessuti.

Le vitamine del gruppo F, ad esempio, o acidi grassi polinsaturi, che sono contenute nell'olio e che sono indispensabili all'organismo, sotto l'azione del calore si deformano e diventano biologicamente inattive.

Ecco quindi che l'uso crescente di grassi artificiali nell'alimentazione, l'impiego di oli vegetali estratti a caldo e molto raffinati hanno modificato in modo radicale le nostre tradizioni alimentari.
Fonte:
Salvate il vostro corpo!
Prevenire e guarire le malattie moderne
intervenendo sulle abitudini alimentari.
della Dr. Catherine Kousmine
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Ultima modifica: 2 Anni 6 Mesi fa da B612.
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Re: Come e perché consumare i semi e l’olio di lino 2 Anni 6 Mesi fa #1829

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Scusa, ma allora le capsule di olio di pesce che contengono sia omega 3 che omega 6 non vanno bene?
Le ho appena comprate...

di solito in quei prodotti mettono omega 6 da olio di semi Borragine che contiene circa il 20% di GLA (acido gamma linolenico....“figlio” dell’acido linoleico e “papà” dell’acido di omo gamma linolenico, precursore di prostaglandine antinfiammatorie) un forma di acido gasso che si trova nel latte materno, nell'olio di semi di canapa ed importantissimo per la salute soprattutto quando l'organismo per vari motivi (cattiva alimentazione, stress, vecchiaia ecc.) non riesce a formarlo partendo dall'acido linoleico (oli vegetali)

ciao
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Re: Come e perché consumare i semi e l’olio di lino 2 Anni 6 Mesi fa #1923

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Insieme all'olio di semi di lino vi consiglio l'olio di cocco, da un esperimento in vivo i mitocondri presenti nei ratti alimentati con olio di cocco ha mostrato la più bassa concentrazione di proteine e lipidi ossidati perossidati.

La dieta l'olio di pesce porta al più alto stress ossidativo i mitocondri, un effetto che potrebbe essere in parte impedito dagli antiossidanti, il colesterolo totale e LDL è diminuito nei valori ematici dei ratti alimentati con olio di pesce rispetto all'oliva e all'olio di cocco.

Ora questo sta a significare che è vero che diminuisce i valori ematici di alcune sostanze non gradite nelle nostre arterie (attenzione che sul colesterolo ci sono molte credenze popolari, la lipoproteina in questione è assolutamente indispensabile e si "accumula" nelle arterie povere di collagene), ma crea uno stato di perossidazione lipidica molto pericolosa.

L'olio di cocco è ricco di grassi saturi MCT (catena media).

E’ ricco di acido laurico (50-53% dell’intero contenuto), un componente essenziale contenuto anche nel latte materno che è noto per rafforzare il sistema immunitario, una sua forma, la monolaurina (il monogliceride dell’acido laurico) , in studi di laboratorio ha mostrato di arrecare danni a una serie di virus e batteri per la sua naturale ossidazione.

Oltre a all'acido laurico l'olio di cocco contiene buone quantità di acido miristico (18-20%), palmitico (8-9%), caprilico (6-7%), caprico (5-6%) che sono acidi grassi saturi e di acido oleico (circa 6%) che è un acido grasso monoinsaturao (è presente anche un 2% di acido linoleico polinsaturo e omega-6).

Neonati prematuri alimentati con olio di cocco raggiungono un peso maggiore, non perché ingrassano, ma perché si irrobustiscono dal momento che gli acidi grassi del cocco sono facilmente assorbiti nel corpo e forniscono molti elementi nutritivi, è peraltro anche una fonte di vitamina D, e non gli provoca coliche al contrario del latte vaccino.

L’olio di cocco è stato usato per secoli nella medicina ayurvedica e orientale per prevenire e curare il diabete, le infezioni virali, i problemi cardiovascolari ed è indicato per contrastare la stanchezza cronica.

E’ termogenico, il che significa che contribuisce ad aumentare il metabolismo dell’organismo (alcuni studi dimostrano fino al 48 % e fino al 65 % nelle persone molto obese, contribuendo a livelli più elevati dell’energia e perdita di peso).

Di recente alcuni studi hanno evidenziato come l’acido laurico, mistico (ma anche palmitico, capirilico e oleico) contenuti in abbondanza nell’olio di cocco siano in grado di inibire efficacemente l’enzima 5 alfa reduttasi che trasforma il testosterone in DHT, aiutando quindi chi ha problemi di capelli.

Ecco perchè ritengo dopo diversi anni di studio che l'associazione dell'olio di cocco e dell'olio linoleico risulta l'accoppiata migliore.
Il desiderio di prendere medicinali è una delle caratteristiche che distinguono l’uomo dagli animali...
Ultima modifica: 2 Anni 6 Mesi fa da Gabriele.
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Re: Come e perché consumare i semi e l’olio di lino 2 Anni 6 Mesi fa #2432

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Gabriele ha scritto:
Ecco perchè ritengo dopo diversi anni di studio che l'associazione dell'olio di cocco e dell'olio linoleico risulta l'accoppiata migliore.

potrà far sorridere, me per prima :) , ma proprio domenica ho visto cosa fa un novantenne che a Cuba è sempre vissuto in mezzo alle noci di cocco, con tutto il resto di una sana alimentazione presumo. E' in tedesco ma non servono parole, spostatevi col cursore sotto, al minuto 23 scarso, e vi appare Raphael Fuentes
mediathek.daserste.de/sendungen_a-z/8945...0432_quer-durch-kuba
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Re: Come e perché consumare i semi e l’olio di lino 2 Anni 1 Settimana fa #11309

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3d "asma allergica"
Lorella :
"Semi di lino gialli,qualita' oro,efficaci in quanto spaccati meccanicamente e
conservati sotto gas inerte.
Il seme di lino comune se non viene spaccato,non serve a nulla."

Io uso i semi di lino scuri(bio) triturati..
Non ho capito!!! :woohoo: :woohoo:
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Ultima modifica: 2 Anni 1 Settimana fa da soani.
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Re: Come e perché consumare i semi e l’olio di lino 2 Anni 1 Settimana fa #11312

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dell'olio di vinaccioli che mi dite?

I vinaccioli sono piccoli semi contenuti negli acini d’uva. Sottoprodotto dell’industria enologica, l’olio di vinaccioli è apprezzato sia in campo cosmetico che in quello dietetico — alimentare. La sua principale caratteristica nutrizionale è legata all’elevato contenuto in acido linoleico, un acido grasso essenziale capostipite della serie omega-sei.

L’olio di vinaccioli viene estratto tramite la pressione dai semi d'uva, L'estrazione a pressione consente di mantenere inalterate le proprietà della Vitamina E e degli Antiossidanti contenuti nell'uva.

L’olio di vinaccioli si altera con il calore ed andrebbe utilizzato preferibilmente crudo. Per evitare l’irrancidimento precoce è necessario conservarlo in luogo fresco, al riparo dalla luce e da fonti di calore.

L’olio di vinaccioli è' un olio ottimo, particolarmente apprezzato per la sua leggerezza e per l'alto contenuto di acidi grassi polinsaturi. L'olio di vinaccioli è l'unico prodotto del suo genere ad avere un elevato contenuto in polifenoli, sostanze che funzionano da potenti antiossidanti.

Tra le tantissime armi per combattere il colesterolo, una meno conosciuta è l’olio di semi di vinaccioli, che inizia a farsi un suo spazio nei negozi di alimentazione naturale ma anche nei normali supermercati, anche se il suo utilizzo principale è come componente delle margarine più leggere e sane.

L’olio di vinaccioli è impiegato principalmente è in cosmetica, per esempio come olio per massaggi.

Per le sue ottime qualità risulta utile per contrastare l'invecchiamento della pelle, curarne l'elasticita' e proteggere dai radicali liberi. Ottimo sia per il viso che per il corpo.
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Re: Come e perché consumare i semi e l’olio di lino 2 Anni 6 Giorni fa #11441

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in risposta a Soani:

I nostri nonni mettevano a bagno i semi di lino durante la notte per farli gonfiare e spaccare il tegumento esterno che è gastroresistente. La pappina ricca di gel vischioso così ottenuta o si usava come purgante o come cataplasma da applicare sui bronchi per disinfiammarli (Bronchiti,Polmoniti etc..) grazie alla capacità degli omega 3 di stimolare la produzione di prostaglandine antinfiammatorie.
I semi dorati di cui parlavo io sembra siano più ricchi in fibre, li usano i Tedeschi che li spezzano meccanicamente e li conservano in sacchetti sotto gas inerte. Io non sono una grande esperta, ho molto da imparare su tutto ma questo prodotto l'ho provato e mi è piaciuto, è gradevole anche da assumere, io lo mettevo sullo yogurt. Sicuramente va benissimo anche consumare i semi triturandoli, come fai tu. Io semplicemente non sapevo che fossero gastroresistenti ed in passato ho consumato per tanto tempo quelli marroni senza frantumarli. Proverò anch'io con il tuo sistema che sicuramente è più economico.
Ciao
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Re: Come e perché consumare i semi e l’olio di lino 1 Anno 11 Mesi fa #11755

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Gabriele ha scritto:
potrà far sorridere, me per prima :) , ma proprio domenica ho visto cosa fa un novantenne che a Cuba è sempre vissuto in mezzo alle noci di cocco, con tutto il resto di una sana alimentazione presumo. E' in tedesco ma non servono parole, spostatevi col cursore sotto, al minuto 23 scarso, e vi appare Raphael Fuentes
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Oddio, quel tizio ha più salute di quanta ne ho mai avuta e mai ne avrò... :blink:
ma dove lo vendono questo benedetto olio di cocco? In italia lo vendono, o bisogna importarlo?

soani ha scritto:
3d "asma allergica"
Lorella :
"Semi di lino gialli,qualita' oro,efficaci in quanto spaccati meccanicamente e
conservati sotto gas inerte.
Il seme di lino comune se non viene spaccato,non serve a nulla."

Io uso i semi di lino scuri(bio) triturati..
Non ho capito!!! :woohoo: :woohoo:

la vorrei capire anche io sta cosa. E poi, come si consumano quei semi? Io nel dubbio sono passato all'olio di lino. E' la stessa cosa?

edit: ho letto ora il post di Lorella, non l'avevo visto...
bene, per fortuna il mio negozio biologico vende anche quelli dorati, senza guscio. Ma come fate a triturarli, col frullatore?

Che pacco però, dovrebbero scriverlo sulla confezione. Anche io ho buttato soldi inutilmente per quelli scuri, che per giunta avevano anche un brutto sapore (ecco perche!)
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