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Risolto Il Cervello
- Mario
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Risonanza magnetica certifica diversità cerebrale:
Uomini insensibili? Secoli per cercare di dare un nome all'imperturbabilità maschile di fronte alle emozioni femminili e la risposta era stata sempre lì. Nascosta nel cervello. Sono servite le "foto" rivelatrici della Risonanza magnetica al cervello di 22 uomini fatte dagli esperti della LWL University hospital di Bochum, in Germanina, per dare un fondamento scientifico alle accuse rivolte agli uomini di capire poco o per niente le donne. Lo studio, pubblicato su PlosOne, ha arruolatoi 22 uomini tra i 21 e 52 anni di età scoprendo grazie alle zone del cervello che si attivano con maggiore intensità e frequenza che per un uomo è più facile interpretare il pensiero di altri uomini che quello di una donna. E non è questione di linguaggio.
I ricercatori sostengono che si tratta di una diversa configurazione del sistema limbico, l'area del cervello che tra l'altro è implicata con comunicazione, empatia e interazione sociale. Messi a confronto i soggetti con immagini che rappresentano occhi femminili, la Risonanza magnetica ha dimostrato che ippocampo e corteccia cingolata non reagivano “accendendosi” di fronte alla comunicazione “implicita” di uno sguardo. Al contrario se ai “volontari” venivano mostrati occhi maschili c'era una più rapida ed evidente attivazione dell'amigdala, regione cerebrale che viene collegata alle emozioni e all'empatia. Una dimostrazione, secondo i ricercatori, che “ci sono differenze di genere in alcune aree del cervello” e queste determina una difficoltà di comunicazione tra “sistemi” diversi.
Affascinante il cervello!
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- MASTERMIX10
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- Mario
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Dopo aver fatto esperienze molto diverse in un ambiente ricco di stimoli, due topi geneticamente identici hanno sviluppato due "personalità" molto differenti perché nel loro cervello sono nati nuovi neuroni. E’ quanto mostra lo studio pubblicato sulla rivista Science e coordinato dalla tedesca Julia Freund, del Politecnico di Dresda.
Per la prima volta si dimostra che il cervello può essere scolpito dall’interazione con l’ambiente e che la crescita di nuovi neuroni durante l’età adulta promuove individualità diverse anche in gemelli geneticamente identici. Dopo avere sistemato 40 topi geneticamente identici in una gabbietta piena di giocattoli, i ricercatori hanno monitorato i loro movimenti dotando ciascun topo di uno speciale microchip che emette segnali elettromagnetici. L’esperimento è durato tre mesi, al termine dei quali, esaminando il cervello dei topi con tecniche di diagnosi per immagini, i ricercatori hanno identificato una correlazione diretta tra il comportamento esplorativo dei roditori e la nascita di nuovi neuroni nel loro ippocampo, la regione del cervello legata ad apprendimento e memoria. “Gli animali che hanno esplorato l’ambiente in misura maggiore hanno sviluppato più neuroni rispetto agli animali che erano più passivi”, ha osservato uno degli autori, Gerd Kempermann, del Politecnico di Dresda.
“La formazione di nuovi neuroni – ha proseguito Kempermann – si verifica anche negli esseri umani. Quindi, se abbiamo rintracciato una base neurobiologica per lo sviluppo dell’individualità, questo vale anche per gli esseri umani”.
Il lavoro mostra che lo stesso sviluppo contribuisce alle differenze nel comportamento degli adulti, come ipotizzato da molti. Ma ora, sottolinea Ulman Lindenberger dell’Istituto Max Planck per lo sviluppo umano a Berlino, “vi è una evidenza neurobiologica diretta a sostegno di questa affermazione.
I nostri risultati suggeriscono anche che l’esperienza influenza l’invecchiamento della mente umana”.
di Redazione Il Fatto Quotidiano | 9 maggio 2013
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- Lina
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- Mario
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Molto interessante Mario, sapevo già di queste differenze per altre fonti......
Si Lina il cervello mi ha sempre appassionato fin dai tempi dei miei studi di anatomia ecco perchè ho pensato di aprire un topic informativo su qualcosa di ancora sconosciuto e di molto affascinante mi fa piacere che anche Tu ne sei affascinata.
Grazie Saluti.
Mario.
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- Lina
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