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In un forum che tratta di salute e malattie, può succedere che improvvisamente qualcuno offra la soluzione tanto agognata, via mail o via messaggio privato.
DIFFIDATE sempre, controllate, ricercate e chiedete. Chiedete ad altri foristi se per caso conoscono questo prodotto, chiedete se esistono dei test e delle testimonianze attendibili.

In questa sezione potete trovare importanti consigli per guarire con le più conosciute tecniche di guarigione al mondo come la, Chiropratica, Osteopatia, Yoga, Ygopuntura, Reiki e molte altre !

Idea LA MENTE INFLUENZA IL CORPO: GUARIRE O AMMALARE

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9 Anni 11 Mesi fa #50008 da elena
Per la maggior parte di noi quando si intraprende qualcosa di nuovo, così come quando si affronta un nuovo anno, si tirano le somme e si considera il nostro viaggio in tutta la sua complessità, ovvero dove siamo stati e dove stiamo andando. Questo processo dovrebbe cominciare dai nostri pensieri.

Quando la gente sostiene che i pensieri non sono così importanti, mi vengono in mente quei pazienti cosiddetti terminali i quali, nonostante i manuali di Medicina e le prognosi dei loro dottori, sconfiggono la malattia praticamente nottetempo, senza l’aiuto della Medicina contemporanea.

L’Institute of Noetic Sciences ha raccolto tutti i casi scientificamente documentati di guarigioni cosiddette miracolose. Benché l’opinione comune sia che tali casi siano rari, dare una scorsa alla letteratura medica in proposito è istruttivo.

Un caso su otto di tumore alla pelle guarisce spontaneamente, così come un caso su cinque di tumore genitourinario. Virtualmente tutti i tipi di malattia – inclusi il diabete, il morbo di Addison e l’arteriosclerosi, nei quali si suppone che restino irrimediabilmente danneggiati organi o parti vitali del corpo – sono guariti in modo spontaneo. Una piccola branca della ricerca riguarda i malati terminali di cancro, che con pochissimo o nessun intervento medico hanno sconfitto la malattia contro ogni previsione.

Benché tali casi siano etichettati come “remissioni spontanee” – come se improvvisamente la malattia avesse deciso di nascondersi, ma conservando la possibilità di presentarsi a ogni momento – in molti casi essi rappresentano un altro esempio della capacità del corpo di auto-correggersi, grazie al potere dell’intenzione.

Tutti proviamo meraviglia di fronte ai casi di remissioni spontanee (SR), perché anche i più illuminati tra noi sottoscrivono il paradigma del corpo-come-macchina. Secondo questo modello, ciò che è rotto resta tale fin quando un bravo meccanico non arrivi con la giusta chiave inglese o il pezzo di ricambio.

Il numero di SR, da solo, dimostra quanto l’autoriparazione e il rinnovamento siano naturali per il corpo umano. Casi su casi di remissioni spontanee riguardano persone che si sono trovate dinanzi a un blocco nella loro vita: stress continuo, traumi irrisolti, conflittualità prolungata, isolamento marcato, profonda insoddisfazione o muta disperazione (Am J Psychother, 1058; 12: 723). Spesso si tratta di persone che non sono più protagoniste della propria vita.

Molti casi di remissione spontanea sembrano verificarsi dopo un radicale mutamento psicologico che ripristina una vita piacevole e dotata di significato. Nella maggior parte dei casi, il paziente si libera della fonte di angoscia psicologica e si assume piena responsabilità della malattia e della cura. Ciò lascia pensare che alcune persone si ammalino perché perdono ogni speranza nella vita, ovvero perché hanno pensieri che non promuovono la salute.

Esse scoprono il significato perduto della vita. Suonano il pianoforte o fanno trekking in Tibet. Trovano un cammino che li riporta alla loro joie de vivre. Il fatto che la malattia sia curabile tramite un semplice cambiamento nel modello di pensiero ha implicazioni ancora più profonde: i pensieri casuali che tutti i giorni attraversano la nostra mente diventano, nell’insieme, l’intenzione della nostra vita. Se cambiare il nostro “nastro” interiore ci rende capaci di tenere sotto controllo malattie mortali, è probabile che il copione della nostra vita su noi stessi diventi la nostra realtà in molti altri modi, meno significativi.

Ma che dire del copione che scriviamo per i nostri cari? Quando pensiamo che nostro marito sia poco affettuoso o i bambini poco bravi in matematica, stiamo inconsciamente scrivendo il copione per loro? I nostri pensieri hanno lo stesso effetto sugli altri e su noi?

Lo psicologo William Braud è uno dei pochi scienziati ad aver affrontato questa domanda. Egli ha raccolto un gruppo di volontari e ha chiesto loro di fare biofeedback su se stessi. Dopo aver diviso per coppie il gruppo, ha collegato un membro di ciascuna coppia alla macchina per il biofeedback, ma ha chiesto all’altro partner di rispondere alle letture ed eseguire l’invio di istruzioni mentali.

Secondo i dati di Braud, i risultati erano equivalenti a quelli ottenuti quando il paziente collegato alla macchina faceva il biofeedback su se stesso. In altre parole, l’effetto “mente-sopra-materia” dei pensieri dava gli stessi risultati fisici, che si trattasse del corpo del pensatore o di quello di qualcun altro.

Ciò suggerisce che le intenzioni di un’altra persona su di te, e anche i suoi pensieri quotidiani su di te, le tue abitudini e le tue capacità, possono tradursi in una profezia auto-realizzantesi, rivelandosi tanto potenti quanto il tuo “copione” su te stesso. Anche il nostro pensiero casuale sugli altri, così come il “copione” che abbiamo scritto su di loro, può diventare un’intenzione, e quindi va gestito con cautela.

La prova più interessante del “pensiero-come-malattia” viene dal lavoro di un team composto da moglie e marito, la psichiatra Jan Kiecolt-Glaser e il professore di virologia all’Ohio State University Ronald Glaser. Recentemente, essi hanno condotto un esperimento su 42 coppie sposate, di età compresa tra i 22 e i 77 anni. Tramite un dispositivo di suzione, hanno creato otto piccole vesciche sulle braccia dei vari coniugi, monitorando poi la guarigione di tali ferite nelle successive 24 ore.

All’inizio, alle coppie veniva chiesto di parlare di ciò che avrebbero voluto cambiare nella propria relazione matrimoniale, sotto l’assistenza di uno psicologo che faceva sì che l’incontro fosse positivo e costruttivo. Alla seconda visita in studio, alle coppie veniva chiesto di rivivere, in un certo senso, un litigio che aveva provocato forti emozioni, ma senza l’assistenza di un professionista.

Studiando i risultati, i Glaser scoprirono che le ferite nella seconda visita impiegavano un giorno intero per guarire. Nelle coppie litigiose e conflittuali, la guarigione impiegava il 40 percento di tempo in più.

La produzione di citochina – l’elemento chiave nel sistema immunitario per provocare la guarigione – intorno alla ferita era molto inferiore quando i partecipanti litigavano con il coniuge che quando erano sostenuti da un professionista. Inoltre, l’ostilità cronica metteva in circolazione molte più citochine proinfiammatorie, che potevano condurre a patologie degenerative come malattie del cuore, diabete, artrite e cancro (Arch Gen Psychiatry, 2005; 62: 1337-84).
www.scienzaeconoscenza.it/articolo/l-039...nzione-sulla-materia
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9 Anni 11 Mesi fa - 9 Anni 11 Mesi fa #50009 da elena
QUI si trovano molti studi sull'argomento
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9 Anni 11 Mesi fa #50010 da elena
Chi conosce il PROGETTO PEAR?

Il Progetto P.E.A.R. (Princeton Engineering Anomalies Research) nasce nel 1979 dalle ricerche di Robert Jahn, Professore di Fisica Applicata presso la Facoltà di Ingegneria ed in seguito Preside dell'Università di Princeton, con lo scopo di condurre uno studio scientifico circa l'influenza della coscienza umana sui fatti osservati e dunque sulla realtà circostante.

Lo studio si proponeva in particolare di approfondire come un osservatore possa influenzare il comportamento di alcuni dispositivi ingegneristici.

Attraverso un rigoroso metodo scientifico è stato dunque analizzato l'effetto dell'intenzione sul funzionamento di dispositivi di tipo acustico, elettronico, ottico e meccanico detti Generatori di Eventi Casuali (REG, Random Event Generators), così chiamati in quanto finalizzati alla produzione in uscita di eventi binari in maniera randomica (0, 1, 0, 1, 1, 0, 0, 0, ...).

Un dispositivo siffatto sfrutta lo scorrimento di onde di elettroni liberi di muoversi all'interno di una giunzione tra semiconduttori. Se il numero di elettroni che in una data frazione di secondo attraversava la giunzione fosse stata superiore alla media, il dispositivo avrebbe emesso un impulso positivo (1). In caso contrario il risultato sarebbe stato un impulso negativo (0). Per un'idea più chiara riguardo gli impulsi emessi dai dispositivi si pensi al loro funzionamento come al lancio di una moneta, il cui risultato può essere testa o croce (0 o 1).

L'emissione alternata di impulsi positivi e negativi rendeva lo studio molto adatto ad una analisi di tipo statistico.

La distribuzione dei risultati tendeva ad uniformarsi assumendo una media probabilistica tra i due eventi del 50%, esattamente come nel lancio di una moneta si ha il 50% di probabilità di ottenere testa ed il restante 50% di ottenere croce.

Alle persone chiamate a partecipare all'esperimento veniva chiesto di sedersi a qualche metro di distanza dai dispositivi (per evitare di toccarli in alcun modo interagendo con essi fisicamente) ed influenzarne il funzionamento affinché emettessero un numero superiore di impulsi positivi (o negativi) anziché il normale 50%.

Il regolamento dell'esperimento (a cui prese parte anche la psicologa Brenda Dunne) prevedeva che l'operatore premesse un bottone per l'emissione di un treno di impulsi binari, in particolare 200 impulsi alla velocità di 1000 impulsi al secondo, per 50 volte in 5 tempi ed in 3 fasi (ogni esperimento aveva una durata di circa 30 minuti).

I partecipanti avrebbero dovuto mantenere fissa la propria intenzione mentale, ovvero il proprio "desiderio" che il dispositivo emettesse un numero di impulsi positivi (o negativi) superiore alla media.

A questo punto si procedeva con l'analisi dei dati raccolti utilizzando la Deviazione Cumulativa, un metodo statistico attraverso il quale viene sommata la deviazione tra il risultato atteso (ovvero il 50% di impulsi positivi ed il 50% di impulsi negativi) e quello realmente ottenuto attraverso gli esperimenti di volizione.

In questo modo era possibile ottenere la media probabilistica, graficamente espressa dalla curva a campana di Gauss.

Questi studi sono stati condotti per 28 anni, dando vita ad un gran numero di pubblicazioni scientifiche di stampo internazionale.

L'analisi dei risultati (possibile già al termine delle prime 250000 prove) prevedeva il confronto tra la curva di Gauss ottenuta dall'emissione dei risultati in assenza dell'intervento dei partecipanti e quella relativa ai dati derivati dalla volizione.

I grafici confrontati erano dunque tre:

La curva di Gauss relativa all'emissione standard di risultati (assenza di volizione)
La curva di Gauss relativa alla volontà dei partecipanti di influenzare la macchina ad emettere un numero di impulsi positivi superiore alla media
La curva di Gauss relativa alla volontà dei partecipanti di influenzare la macchina ad emettere un numero di impulsi negativi superiore alla media
Se i partecipanti non fossero stati in grado di influenzare con la volizione il funzionamento della macchina, i tre grafici analizzati sarebbero stati coincidenti.

Sovrapponendo i grafici si nota invece che la seconda curva risulta spostata verso destra rispetto alla curva standard ed il terzo grafico risulta invece a sinistra della curva standard.

GaussianeprimiEsperim

Fonte: Robert G. Jahn, Brenda J. Dunne. The PEAR Proposition. Journal of Scientific Exploration, Vol.19, No. 2, pp. 195-245, 2005

Da questi (e numerosi altri) risultati si evince l'esito positivo delle prove nel 52% dei casi (i 2/3 dei partecipanti sono stati in grado di il comportamento del dispositivo), anche nel caso in cui il soggetto non si trovava di fronte alla macchina.

Tutti i dati raccolti sono empirici, statistici e replicabili, ed i risultati ottenuti sono estremamente significativi da un punto di vista statistico.

Successive varianti dell'esperimento hanno inoltre mostrato che i risultati non dipendevano dallo spazio (i partecipanti potevano trovarsi anche a km di distanza dalla macchina) né dal tempo (i partecipanti potevano influenzare il comportamento della macchina anche nel caso in cui l'effettiva generazione dei risultati non fosse contemporanea alla volizione).

Questo importantissimo ed affascinante esperimento ci insegna a comprendere meglio il concetto di Casualità, troppo spesso associato al caos ed al disordine che in realtà è un ordine il quale, non essendo descrivibile attraverso le note leggi della fisica classica, ci appare ancora come qualcosa di difficilmente comprensibile e non controllabile.

Il fatto che un soggetto possa influenzare con la propria volontà il comportamento di una macchina ci fa inoltre riflettere sul fatto che la coscienza, la volontà, l'intenzione (che non rispondono alle leggi della fisica classica) si debbano considerare parte integrante dell'organismo (costituendone i livelli gerarchici superiori), ed in quanto tali rendono possibile l'interazione con l'ambiente e con altri organismi attraverso l'informazione e la risonanza.

Riferimenti Bibliografici
R. G. Jahn, B. J. Dunne. The PEAR Proposition. Journal of Scientific Exploration, Vol.19, No. 2, pp. 195-245, 2005
R. G. Jahn, B. J. Dunne, R. D. Nelson. Engineering Anomalies Research. Journal of Scientific Exploration, Vol.1, No. 1, pp. 21-50, 1987
B. J. Dunne, R. G. Jahn. Consciousness, Information and Living Systems. Cellular and Molecular Biology, Vol.51, pp. 703-714, 2005
S. Salese. Poteri dell'Ingegneria e della mente: il progetto PEAR.
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9 Anni 11 Mesi fa #50013 da elena
E’ stato provato che l’intenzione può modificare la realtà, oggetti e persone anche a distanza di kilometri.

La mente non è soggetta alle leggi della località e dello spazio-tempo come dimostra la fisica quantistica.

Tutto compenetra tutto, tutto è connesso, ogni parte della realtà è connessa con tutto il resto.

Queste nuove scoperte stanno lentamente e inesorabilmente tracciando la strada per un nuovo futuro, sia della scienza che della medicina.

Qualche giorno fa i ricercatori dell’IRC Istituto di Ricerca della Coscienza di Roma hanno dimostrato per l’ennesima volta quanto potere ha la nostra mente:

E’ stata prelevata dell’acqua a Ronciglione (Vt), suddivisa in due bottiglie a cui sono state effettuate immediatamente le prime misurazioni all’interno della sezione di Chimica del laboratorio “Alimentazione e Ambiente” di Roma. Dopo il travaso in due bottiglie identiche (etichettate con B e T) le misurazioni hanno evidenziato diversi parametri (pH, ORP, Arsenico, Nitrati); dopo il test si sono confermate le differenze per quanto riguarda il pH, Nitrati e ORP, e successivamente per l’Arsenico.
Il campione d’acqua trattato con l’intenzione segnala una differenza così significativa dal campione non trattato che la probabilità che sia dovuta al caso è minore dell’1%. I test hanno evidenziato che la tecnica messa a punto risulta altamente ripetitiva. I dati mostrano che i parametri ottenuti evidenziano un’acqua meno inquinata: diminuzione dell’Arsenico (-16,43%), un aumento del pH (+12,7%) e un ORP inferiore (- 15%) ovvero l’acqua è meno ossidata e quindi più viva. Le analisi di laboratorio complete sono disponibili qui.
Gli effetti sulla struttura dell’acqua si sono prima ancora che il gruppo di ricerca si focalizzasse con l’intenzione, ovvero già dopo aver diviso l’acqua in due boccette esse avevano caratteristiche diverse, riconfermando che in questo tipo di esperimenti saltano le misure di tempo e spazio.
Il gruppo che si è focalizzato è composto da 120 persone situate in punti geografici differenti, attivi singolarmente, rilassati e in piena sintonia cuore/cervello, attraverso le tecniche di focalizzazione e/o meditazione.
“Il mondo subatomico risponde alla nostra osservazione, ma la persona media perde l’attenzione nell’arco di sei-dieci secondi”.

Joe Dispenza, uno dei maggiori esperti sul cervello a livello mondiale

Sono disponibili numerosi esperimenti che mostrano come la nostra intenzione ha il potere di cambiare la realtà. Ne ho già trattati diversi in passato.

Il Dr. William Tiller, della Stanford University convocò quindi un gruppo di meditatori che, focalizzandosi intensamente sulla scatola nera per quindici minuti, impressero l’intento di cambiare il pH dell’acqua aumentandolo e diminuendolo di un’intera unità.
La scatola nera con l’intento, fu poi avvolta da Tiller in un foglio di alluminio e messa in una gabbia di Faraday (contenitore in grado di isolare l’ambiente interno da un qualunque campo elettrostatico esterno). Tiller preparò anche una scatola nera “di controllo” dove non era stata impressa alcuna intenzione. Le scatole furono poi spedite in un laboratorio a duemilaquattrocento Km. di distanza, senza specificare quale delle due fosse quella “impressa”. Una volta nel laboratorio, fu condotto uno studio utilizzando delle provette piene d’acqua. L’esperimento ebbe un successo straordinario. Infatti le provette che vennero in contatto con la scatola nera “impressa“, modificarono il pH aumentandolo o diminuendolo di un’unità mentre il pH delle provette che furono esposte alla scatola nera di controllo, rimase invariato.
Il Dr. Masaru Emoto ha preso del riso cotto e l’ha messo in due diverse ciotole. Su di una c’è un’etichetta con le parole ” TI AMO, TI VOGLIO BENE” sull’altra ” TI ODIO, TI AMMAZZO”. Dopo 25 giorni si possono notare gli effetti incredibili: il riso con l’etichetta positiva è rimasto praticamente intatto mentre quello con l’etichetta negativa è pieno di muffa ed emana un odore sgradevolissimo. Lo stesso esperimento è stato fatto con della semplice acqua di cui sono stati analizzati i cristalli d’acqua al microscopio: l’acqua sottoposta ad emozioni positive ha una forma armonica e geometrica, mentre l’acqua sottoposta ad emozioni negative ha dei cristalli disarmonici ed incompleti. Il Dr. Masaru Emoto afferma che tutto ciò che è composto da acqua è sensibile alle informazioni. Quindi bevendo acqua che presenta una conformazione cristallina “negativa”, ci trasmette tale vibrazione con tutte le conseguenze che questo può comportare; viceversa se proviamo un’emozione negativa, tutti i cristalli d’acqua nel nostro corpo e attorno a noi verranon influenzati da questo campo di informazione. Lo stesso vale al contrario con le emozioni positive che invece hanno un effetto benefico sul corpo.
È il momento di prestare più attenzione alla nostra mente ed emozioni, e riconoscere che hanno un effetto enorme sul nostro corpo e sull’ambiente che ci circonda.

La mente non è semplicemente l’attività svolta dal cervello con un insieme di pensieri senza senso ma è un “campo esteso”, come la definisce Rupert Sheldrake, biologo di Cambridge e autore di numerosi saggi scientifici, ovvero un campo quantico a cui ognuno di noi ha accesso in grado di influenzare anche la materia.

Mentre la scienza classica ci studia come enti separati dal nostro contesto di vita e ci seziona in organi apparentemente a se stanti, la nuova biologia, branche della medicina non convenzionale e la fisica quantistica ci dicono che non esiste separazione ma solo un’UNICA realtà fatta di energia che comprende tutti e tutto all’unisono. Noi stessi siamo composti della stessa energia vibrazionale che compone l’universo tutto.

Alla stessa conclusione sono arrivati alcuni scienziati russi come Pjotr Garjajev che analizzando il DNA hanno scoperto che la parte definita scienza come spazzatura è in realtà un antenna collegata al campo quantico di punto zero da cui può prelevare ed inserire informazioni in modo non-locale, che lui definisce “ipercomunicazione” e che rende chiara la comprensione di fenomeni come la telepatia, la precognizione, le sincronicità.

“Gli elettroni di un atomo di carbonio nel cervello umano sono connessi alle particelle subatomiche che costituiscono ogni salmone che nuota, ogni cuore che batte ed ogni stella che brilla nel cielo. Tutto compenetra tutto. Ogni suddivisione risulta necessariamente artificiale e tutta la natura non è altro che un’ immensa rete ininterrotta.”

David Bohm
www.dionidream.com/potere-mente-modifica-realta/
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9 Anni 11 Mesi fa #50014 da elena
Il DNA umano è un Internet biologico, superiore, sotto molti aspetti, a quello artificiale. La più recente ricerca scientifica russa spiega, direttamente o indirettamente, fenomeni quali la chiaroveggenza, l’intuizione, gli atti spontanei ed a distanza di cura, l’auto-guarigione, le tecniche di affermazione, la luce o aure insolite intorno alle persone (concretamente, dei maestri spirituali), l’influenza della mente sui modelli climatici e molto ancora. Inoltre, ci sono segni di un tipo di medicina completamente nuova nella quale il DNA può essere influenzato e riprogrammato dalle parole e dalle frequenza SENZA sezionare e rimpiazzare geni individuali.

Solo il 10% del nostro DNA viene utilizzato per costruire le proteine. Questo subcomplesso di DNA è quello che interessa i ricercatori occidentali che lo stanno esaminando e catalogando. L’altro 90% è considerato “DNA spazzatura”. Tuttavia, i ricercatori russi, convinti che la natura non è stupida, hanno riunito linguisti e genetisti per intraprendere un’esplorazione di quel 90% di “DNA spazzatura”. I loro risultati, scoperte e conclusioni sono semplicemente rivoluzionari! Secondo loro, il nostro DNA non solo è il responsabile della costruzione del nostro corpo, ma serve anche da magazzino di informazioni e per la comunicazione.

I linguisti russi hanno scoperto che il codice genetico, specialmente nell’apparentemente inutile 90%, segue le stesse regole di tutte le nostre lingue umane. Per questo motivo, hanno confrontato le regole della sintassi (il modo in cui si mettono insieme le parole per formare frasi e proposizioni), la semantica (lo studio del significato delle parole) e le regole grammaticali di base.

Hanno scoperto che gli alcalini del nostro DNA seguono una grammatica regolare e hanno regole fisse come avviene nelle nostre lingue. Così le lingue umane non sono apparse per coincidenza, ma sono un riflesso del nostro DNA inerente.



Anche il biofisico e biologo molecolare russo Pjotr Garjajev e i suoi colleghi hanno esplorato il comportamento vibratorio del DNA.

La sostanza del DNA vivente (in tessuto vivo, non in vitro), reagirà sempre ai raggi laser del linguaggio modulato e anche alle onde radio, se si utilizzano le frequenze appropriate. Infine questo spiega scientificamente perchè le affermazioni, l’educazione autogena, l’ipnosi e cose simili possono avere forti effetti sugli umani e i loro corpi. E’ del tutto normale e naturale che il nostro DNA reagisca al linguaggio. Mentre i ricercatori occidentali ritagliano geni individuali dei filamenti del DNA e li inseriscono in un altro posto, i russi hanno lavorato con entusiasmo con dispositivi che possono influenzare il metabolismo cellulare con le frequenze modulate di radio e di luce per riparare difetti genetici.

Per esempio il gruppo di ricercatori di Garjajev ha avuto successo nel provare che con questo metodo si possono riparare i cromosomi danneggiati dai raggi X. Sono anche riusciti a catturare modelli di informazione di un DNA specifico e lo hanno trasmesso ad un altro, riprogrammando così le cellule su un altro genoma. In quel modo, hanno trasformato con successo, per esempio, embrioni di rana in embrioni di salamandra, semplicemente trasmettendo i modelli di informazione del DNA!

In quel modo, l’informazione completa è stata trasmessa senza nessuna delle disarmonie o effetti collaterali che si manifestano quando si fa l’ablazione e si reintroducono geni individuali del DNA! Questo rappresenta una rivoluzione e sensazione incredibili, che trasformerà il mondo! Tutto ciò applicando semplicemente la vibrazione e il linguaggio al posto dell’arcaico processo d’ablazione! Questo esperimento punta all’immenso potere della genetica delle onde, che ovviamente ha più influenza, sulla formazione degli organismi, che i processi biochimici delle sequenze alcaline.



I maestri esoterici e spirituali sanno da millenni che il nostro corpo si può programmare con il linguaggio, le parole e il pensiero. Ora questo è stato provato e spiegato scientificamente.Certamente la frequenza deve essere quella corretta e a questo si deve il fatto che non tutti hanno lo stesso risultato o possano farlo sempre con la stessa forza. La persona deve lavorare con i processi interni e la maturità per poter stabilire una comunicazione cosciente con il DNA. I ricercatori russi lavorano con un metodo che non dipende da questi fattori, però funziona SEMPRE, sempre e quando venga usata la giusta frequenza.

Però, quanto più è sviluppata la coscienza individuale, meno c’è la necessità di qualsiasi tipo di dispositivo! Si possono ottenere quei risultati da se stessi e la scienza finalmente smetterà di ridere di tali idee e potrà spiegarne e confermarne i risultati. E non finisce qui. Gli scienziati russi hanno anche scoperto che il nostro DNA può causare modelli di perturbazione nel vuoto, producendo così “cunicoli” magnetizzati!

I “piccoli buchi” sono gli equivalenti microscopici di quelli chiamati ponti Einstein-Rosen nella vicinanza dei buchi neri (lasciati da stelle consumate).

Questi sono dei tunnel di connessione, fra aree completamente differenti dell’universo, attraverso i quali si può trasmettere l’informazione fuori dallo spazio e dal tempo. Il DNA attira quei frammenti di informazione e li passa alla nostra coscienza. Questo processo di ipercomunicazione è più efficace in stato di rilassamento. Lo stress, le preoccupazioni e l’intelletto iperattivo impediscono il successo dell’ipercomunicazione o ne distorcono completamente l’informazione rendendola inutile. In Natura, l’ipercomunicazione è stata applicata con successo da milioni di anni. Il flusso di vita strutturato in “organizzazioni stato” di insetti lo prova drammaticamente. L’uomo moderno lo conosce solo ad un livello molto più sottile come “intuizione”. Però anche noi possiamo recuperarne a pieno l’uso.

Un esempio in Natura. Quando un formica regina è lontana dalla sua colonia, la costruzione continua con fervore e in accordo con la pianificazione. Tuttavia, se si uccide la regina, nella colonia tutto il lavoro si ferma. Nessuna formica sa cosa fare. Apparentemente, la regina invia i “piani di costruzione” anche da molto lontano per mezzo della coscienza gruppale dei suoi sudditi. Può stare lontana quanto vuole, fintanto che sia viva. Nell’uomo l’ipercomunicazione si attiva quando uno improvvisamente riesce ad avere accesso ad un’informazione che è fuori dalla propria base di conoscenze.

Si presume che l’energia dello spazio esteriore e del tempo, dopo aver ritirato il DNA, fluisca ancora attraverso i “cunicoli”. La maggior parte delle volte gli effetti secondari che si incontrano nell’ipercomunicazione, anche degli esseri umani, sono campi elettromagnetici inspiegabili nelle vicinanze della persona implicata. In presenza dei quali i dispositivi elettronici, come smartphone, tablet, computer e altri simili, possono essere alterati e smettere di funzionare per ore. Quando il campo elettromagnetico si dissolve lentamente, le attrezzature funzionano ancora normalmente. Molti curatori e psichici conoscono questo effetto dovuto al loro lavoro. Più si migliorano l’atmosfera e l’energia dell’ambiente più frustante è che in quel preciso istante l’attrezzatura di registrazione smette di funzionare e di registrare. Il riaccendere e spegnere dopo la sessione non ne ristabilisce ancora la funzionalità totale che però il giorno dopo ritorna alla normalità. Chissà forse leggere ciò risulta tranquillizzante per molti, in quanto non ha niente a che vedere con l’essere tecnicamente incapaci, ma significa semplicemente che sono abili per l’ipercomunicazione.

Gli scienziati russi hanno irradiato diversi campioni di DNA con dei raggi laser e su uno schermo si è formata una tipica trama di onde che, una volta rimosso il campione, rimaneva sullo schermo. Allo stesso modo si suppone che l’energia al di fuori dello spazio e del tempo continua a passare attraverso gli tunnel spaziali attivati anche dopo la rimozione del DNA. Gli effetti collaterali più frequenti nell’ipercomunicazione sono dei campi magnetici vicini alle persone coinvolte. Gli apparecchi elettronici possono subire delle interferenze e smettere di funzionare per ore. Quando il campo elettromagnetico si dissolve, l’apparecchio ricomincia a funzionare normalmente. Molti operatori spirituali conoscono bene questo effetto.

Grazyna Gosar and Franz Bludorf nel loro libro Vernetzte Intelligenz spiegano queste connessioni in modo chiaro e preciso. Gli autori riportano anche alcune fonti secondo le quali gli uomini sarebbero stati come gli animali, collegati alla coscienza di gruppo, e quindi avrebbero agito come gruppo. Per sviluppare e vivere la propria individualità, tuttavia, avrebbero abbandonato e dimenticato quasi completamente l’ipercomunicazione.

Ora che la nostra coscienza individuale è abbastanza stabile, possiamo creare una nuova forma di coscienza di gruppo. Così come usiamo Internet, il nostro DNA è in grado di immettere dati nella rete, scaricare informazioni e stabilire un contatto con altre persone connesse. In questo modo si possono spiegare i fenomeni quali telepatia o guarigioni a distanza.

Senza un’individualità distinta la coscienza collettiva non può essere usata per un periodo prolungato, altrimenti si ritornerebbe a uno stato primitivo di istinti primordiali. L’ipercomunicazione nel nuovo millennio significa una cosa ben diversa.

I ricercatori pensano che, se gli uomini con piena individualità formassero una coscienza collettiva, avrebbero la capacità di creare, cambiare e plasmare le cose sulla terra, come fossero Dio! E l’umanità si sta avvicinando a questo nuovo tipo di coscienza collettiva.

Il tempo atmosferico è piuttosto difficile da influenzare da un solo individuo, ma l’impresa potrebbe riuscire dalla coscienza di gruppo (niente di nuovo per alcune tribù indigene). Il tempo viene fortemente influenzato dalla frequenza risonante della terra (frequenza di Schumann). Ma queste stesse frequenze vengono prodotte anche nel nostro cervello, e quando molte persone si sincronizzano su di esse, o quando alcuni individui (p. e. maestri spirituali) concentrano i loro pensieri come un laser, non sorprende affatto che possano influenzare il tempo. Una civiltà moderna che sviluppa questo tipo di coscienza non avrebbe più problemi né d’inquinamento ambientale, né di risorse energetiche; usando il potere della coscienza collettiva potrebbe controllare automaticamente e in modo naturale l’energia del pianeta.

Se un numero abbastanza elevato di individui si unisse con uno scopo più elevato, come la meditazione per la pace, si dissolverebbe anche la violenza.

Il DNA sembra essere anche un superconduttore organico in grado di lavorare a una temperatura corporea normale. I conduttori artificiali invece richiedono per il loro funzionamento delle temperature estremamente basse (tra -200 e -140°C). Inoltre, tutti i superconduttori possono immagazzinare luce, quindi informazioni. Anche questo dimostra che il DNA sia è grado di farlo.



Vi è un altro fenomeno legato al DNA e ai tunnel spaziali. Normalmente questi minuscoli tunnel sono altamente instabili e durano soltanto una frazione di secondo. In certe condizioni però si possono creare dei tunnel stabili in grado di formare delle sfere luminose. In alcune regioni della Russia queste sfere appaiono molto spesso. In queste regioni le sfere a volte s’innalzano dalla terra verso il cielo, e i ricercatori hanno scoperto che possono essere guidati dal pensiero. Le sfere emettono onde a bassa frequenza che vengono anche prodotte dal nostro cervello, quindi sono in grado di reagire ai nostri pensieri. Queste sfere di luce hanno una carica energetica molto elevata e sono in grado di causare delle mutazioni genetiche. Anche molti operatori spirituali producono queste sfere o colonne di luce, quando si trovano in uno stato di profonda meditazione o durante un lavoro energetico. In alcuni progetti per la guarigione della terra queste sfere vengono catturate anche nelle foto. In passato di fronte a questi fenomeni luminosi si credeva che apparissero degli angeli. In ogni caso, pur mancando le prove scientifiche, ora sappiamo che persone con queste esperienze non soffrivano affatto di allucinazioni. Abbiamo fatto un grande passo in avanti nella comprensione della nostra realtà. Anche la scienza “ufficiale” conosce le anomalie della terra che contribuiscono alla formazione dei fenomeni luminosi. Queste anomalie sono state trovate di recente anche a Rocca di Papa, a sud di Roma.

Nel loro libro “Vernetzte Intelligenz” (Networked Intelligence: Intelligenza trasmessa dalla rete), Grazyna Gosar e Franz Bludorf spiegano queste connessioni chiaramente e precisamente. Gli autori citano anche fonti supponendo che in tempi primitivi l’Umanità, come gli animali, è stata fortemente connessa alla coscienza gruppale e agiva come gruppo. Tuttavia, per sviluppare e sperimentare l’individualità, noi umani abbiamo dovuto dimenticare l’ipercomunicazione quasi completamente. Ora che siamo abbastanza stabili nella nostra coscienza individuale, possiamo creare una nuova forma di coscienza gruppale, concretamente una, quella in cui abbiamo accesso a tutte le informazioni per mezzo del nostro DNA senza essere forzati o controllati a distanza rispetto a quello che dobbiamo fare con quell’informazione.

Tutti i dati sono tratti dal libro “L’intelligenza in Rete nascosta nel DNA” di Von Grazyna Fosar e Franz Bludorf –
www.dionidream.com/scoperta-russa-le-par...iprogrammano-il-dna/
I seguenti utenti hanno detto grazie : lu, miciofelix

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9 Anni 11 Mesi fa #50052 da atima

elena ha scritto: E’ stato provato che l’intenzione può modificare la realtà, oggetti e persone anche a distanza di kilometri.


Ok ... quando mi trasformerai una lavatrice in una lavastoviglie ... ne riparleremo :) :) :) :)

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