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La Medicina Ortomolecolare è una pratica terapeutica che si basa sull'introduzione della quantità ideale di nutrimenti nella dieta che mira a perseguire il livello di salute ottimale attraverso il riequilibrio dell'assetto biochimico.

Domanda supercolazione

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14 Anni 2 Giorni fa - 14 Anni 2 Giorni fa #12566 da HoPe
Risposta da HoPe al topic Re: supercolazione
Sono 0+ ma dovrò ricontrollare con le analisi perchè potrei sbagliarmi, ma comunque ho notato uno stato di miglior benessere eliminando più carboidrati, ad esempio mangio la pasta solo a pranzo ed ho ridotto anche il pane di molto. Cerco invece di mangiare più carne, soprattutto bianca
Mi sto documentando un poco anche sulle dieta in base al gruppo sanguigno, di cui il dottor Mozzi è un pioniere.
Raffaele sapresti dirmi qualcosa a riguardo? Ci sono moltissime testimonianze positive, anche video ed interviste di gente che è riuscita a bloccare in alcuni casi anche la crescita tumorale.
Grazie
Ultima Modifica 14 Anni 2 Giorni fa da HoPe.

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14 Anni 2 Giorni fa #12599 da Raffaele/Michelangelo
Risposta da Raffaele/Michelangelo al topic Re: supercolazione
Ciao, Alberto.

Le arance devi eliminarle, lo stesso dicasi dei mandarini e dei mandaranci, delle fragole, delle more, della noce di cocco, dell'avocado.

Puoi sostituirle con altra frutta fresca e di stagione: sono ottimi nel mese di settembre i fichi, le prugne; vanno bene anche i fichi d'India, le banane, le mele, le pesche, l'uva, il melone, i mirtilli.

Il latte è un veleno che non può che procurarti seri guai, cancro compreso.

Per i cereali, essendo dell'emogruppo 0, ti consiglio di farne a meno, dato che il tuo gruppo sanguigno non sopporta bene gli alimenti a base di farina di grano, per cui credo sarebbe saggio escluderli totalmente dalla tua nutrizione.

Le lectine interagiscono coi costituenti ematici e con l'apparato digerente, osteggiando la regolare assimilazione di tutte le altre sostanze nutrizionali.

Il glutine del frumento oltre che danneggiare il corretto ricambio, promuove il depositarsi dei grassi.

Se proprio non puoi farne a meno, con estrema parsimonia e a quantità non superiori ai 70 g per volta, prediligi l'amaranto, la crusca di riso e la farina di riso, il riso basmati, il farro, il grano saraceno, il miglio e il riso soffiato, l'orzo, la Quinoa.

Per ulteriori dubbi, contattami in privato.

Raffaele
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14 Anni 2 Giorni fa #12602 da HoPe
Risposta da HoPe al topic Re: supercolazione
Come mai dovrei eliminare le Arance caro Raffaele? Eppure sono ricche di fibre e vitamina C soprattutto in vista dell'inverno.
Sul latte poi perchè dici che è un veleno? Ci sono studi al riguardo?
Vorrei avere qualche informazione più dettagliata se possibile quando hai tempo su questo argomento davvero molto interessante.
Grazie ancora

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14 Anni 1 Giorno fa - 14 Anni 1 Giorno fa #12613 da Raffaele/Michelangelo
Risposta da Raffaele/Michelangelo al topic Re: supercolazione
Dal punto di vista nutrizionale, sono diversi gli alimenti che possono agglutinare le cellule di certuni emogruppi, producendo così un fastidioso stato di malessere analogo ma di minor intensità rispetto a quello rilevabile del rigetto nei trapianti di organi non compatibili.

Per specificare meglio, un cibo può in un emogruppo arrecare benessere mentre in un altro risultare nocivo per cui va considerato lo stretto rapporto tra gli emogruppi e l’alimentazione.

Per la faccenda del latte, una premessa.

Tra le intolleranze alimentari più propagate nel pianeta c’è al primo posto indubbiamente quella al lattosio, intolleranza ribadisco e non allergia che subentra invece per un’opposizione del nostro S.I. alle proteine del latte.

Ovviamente, vi sono vari livelli d’intolleranza.

Di solito decorsa una mezz’oretta, ma anche entro il tempo di 2 ore dal momento in cui si è assunto del latte o dei prodotti da esso ricavati (yogurt, formaggi, …) si avvertono i primi sintomi quali spasmi, senso di gonfiore, voltastomaco, gas e fastidi intestinali, frequentemente uniti a sfoghi della pelle di vario tipo, sintomi che si protraggono anche per giorni se l’episodio è acuto.

Si può addirittura verificare d’essere intolleranti al lattosio ma che tale evenienza rimanga latente per un periodo piuttosto lungo, per comparire poi all’improvviso nella maturità degli anni.

La motivazione dell’intolleranza è in linea di massima riconducibile a un deficit primario congenito ossia all’assenza dell’enzima lattasi, il quale è fabbricato dalle cellule a livello enterico, nel tenue.

Tuttavia, alcune patologie quali, per es., l’intolleranza al glutine, le irritazioni e le infezioni intestinali, il morbo di Crhon sterminano le cellule preposte alla fabbricazione della lattasi e allora si parla d’intolleranza secondaria o acquisita.

Tutti sappiamo che nel Latte e nei suoi derivati vi sia il lattosio, un tipo di zucchero (disaccaride) non molto dolce generato dall’unione di una molecola di beta D-(+)-galattosio e da una di D-(+)-glucosio.

Purtroppo, il livello enterico non può metabolizzare il lattosio, deve scinderlo attraverso l’enzima lattasi nei due costituenti menzionati.

Se però tale enzima manca, ecco che il disaccaride non è assimilato nel tratto intestinale ed è pertanto aggredito dai microrganismi di questo livello con tanto di lievitazione e di elaborazione di scarti che avviano tutti quei fastidi cui prima accennavo.

Fintanto ch’è in piccola età (max. 2 anni), l’infante elabora l’enzima lattasi in modo da poter assorbire e digerire il latte della madre; dopodiché, col divezzamento, se si è intolleranti, s’arresta o si riduce sempre più la fabbricazione dell’enzima.

Considera che gli asiatici d’America hanno un’intolleranza al lattosio quasi del 100%, gli americani autoctoni tra l’80 e il 100%, i neri americani d’origine africana intorno all’80%, noi italiani, per es., i siciliani di un buon 70%.

La predisposizione all’intolleranza di tipo primario al lattosio è ascrivibile a un polimorfismo genetico nella posizione C/T 13910 dovuto alla sostituzione del nucleotide CT in una posizione del gene regolatore di LCT (Primary Lactose Intolerance), che nell’omozigosi (stato nel quale ciascuno dei due o più alleli di uno stesso gene, ubicati in ciascun cromosoma omologo, codificano in maniera simile) conduce a una carenza dell’enzima lattasi nei microvilli della prima parte enterica.

Dunque, gli individui omozigoti sono intolleranti al lattosio (latticini e tutti gli alimenti contenenti lattosio), infatti la dose di Lattasi declassa sistematicamente fino al ventesimo anno d’età, periodo nel quale insorgono le prime avvisaglie patologiche quali senso di pesantezza gastrica, aria nel tratto gastro-enterico, mal di pancia, coliche, dissenteria, voltastomaco, conàti di vomito.

Certe situazioni come anche Il trascorrere degli anni peggiorano poi molto questa condizione con tanto di carenze nutrizionali, reazioni della pelle, stati depressivi.

Ecco, un elenco di alimenti da escludere dalla dieta in caso d’intolleranza al Lattosio:

-tutto il latte (capra, pecora, bufala, vaccino, intero e scremato, in polvere o in pasta);

-tutti i formaggi (sia freschi sia stagionati) e i formaggini;

-yogurt; ricotta; panna; burro; gelati; crema; fiordilatte;

-prodotti che hanno il lattosio (pane bianco, margarina, certi tipi di caramelle, biscotti, salumi, condimenti per insalate).

Per il calcio, il cui valore giornaliero d’assunzione a persona oscilla intorno al grammo, è conveniente introdurlo da certi cibi (latte di soia con calcio, sardine, salmone, broccoli, arance, fagioli, tonno) ma anche da Ascorbato di Magnesio e da Chelated Magnesium della Solgar irlandese.

Per l’assimilazione del calcio è anche utile integrare la vitamina D da alimenti quali le uova biologiche o il fegato di animali naturali, dal Sole e da integratori tipo il Vm 2000 della Solgar irlandese.

Non siamo carnivori ma fruttariani, leggermente frugi-vegetariani.

Chi s'intende di Chimica sa riconoscere i tendenziosi dati scientifici che esercitano apologia culturale attraverso oscene pubblicità per far credere alla gente, purtroppo priva di competenze valutative in merito, che l'unica risorsa di calcio assorbibile sia quella del latte e addirittura che la donna in allattamento debba bere latte o mangiare derivati per produrre calcio.

E' inconfutabile che il latte di mucca sia un alimento proteico fortemente acidificante, anche in virtù dello squilibrio calcio/fosforo che ne difetta la fissazione per sistema competitivo.

Inoltre, l'acidità organica dipendente dall'alta assunzione proteica produce un declassamento nella sintesi di Prolattina, ormone fabbricato dall'Ipofisi anteriore che serve a sollecitare le ghiandole mammarie per produrre più latte.

Le donne con una dieta ricca di frutta e verdura (80%) e pochissime proteine (< 6%) avranno un bel pH urinario tra 6,8 e 7,5 e produrranno latte di buona qualità e quantità.

Inversamente, un'acidificazione organica da eccesso proteico e di latte e derivati potrebbe addirittura arrestare la montata lattea.

E il ridicolo sta nel fatto che anziché limitare le proteine, assumendo più frutta e verdura per alcalinizzare, si consiglia al paziente di bere più latte e mangiare più derivati del latte.

Cose da pazzi!

A conseguenza di ciò, già nei primi tre giorni dopo il parto, si ha una diminuizione nella produzione di latte se non il prematuro black out (mancanza totale di rifornimento).

E non parliamo dei risvolti a livello psicologico: figlio e madre dovranno rinunciare a quella prima forma d'Amore materno, le altre sono la Philia, l'Eros, l'Agape, che i Greci chiamano Storge e ch’è tutta "nello stare vicini", "nel calore dei corpi fusi nel tempo della suzione", "nell'odore del latte" (non so come farmi capire, ma le madri lo sanno meglio di me) che segnerà per sempre il vincolo d'appartenenza madre-figlio.

E quel latte materno è così carico di anticorpi che assicurerà al neonato un solido sistema immunitario per tutta la sua esistenza (che capolavoro della Natura, altro che le vaccinazioni!).

Abbiamo il dovere di non privare i nostri figli di questo mirabile beneficio.

Anche le mamme trarranno giovamento dall'allattamento, che le condurrà al giusto rapporto ormonale con tanto di riduzione delle dimensioni dell'utero.

Per non parlare di parto prematuro, dell'invecchiamento anzi tempo della placenta, dei capezzoli doloranti, delle ragadi al seno, delle coliche nel poppante, ... e tutto per eccesso di proteine.

Ricordiamoci: una madre alcalina crescerà un bebè alcalino, ossia sano.

Domanda:

-Se nella nostra alimentazione (intendo quella delle false pubblicità, supportata da studi pseudo-scientifici) il calcio è sufficiente (data la marea di latte e di derivati), come mai l'Osteoporosi è galoppante?

La risposta è ovvia: le cause sono ben altre, ossia risiedono negli eccessi proteici.

E un corpo che possiede un'insufficienza del primo tampone alcalino ricorrerà ineluttabilmente alla banca del calcio, alle ossa.

Il calcio dei formaggi o di altri alimenti caseari entra nel flusso sanguigno, tanto che nel rilevarne i valori risultiamo a posto, ma quel calcio non può tamponare l'Acidosi, tantomeno darci la matrice ossea (sali di calcio e altre fondamentali sostanze).

L'eccesso proteico alimentare ci produrrà effetti devastanti nell'organismo, al punto che neanche la frutta e la verdura saranno più in grado di neutralizzarlo, a meno che, correndo ai ripari, non se ne riduca l'apporto.

Chi ha le competenze valutative sa da subito riconoscere false le molte fonti che affermano il contrario relativamente al latte e agli eccessi proteici e definirle mere speculazioni commerciali.

In Natura, nessun animale diversamente dalla fase di allattamento beve Latte per mettere il calcio nelle ossa; tutti i grandi erbivori con stazze ossee notevoli mangiano erba, compresa la mucca (che produce latte); di contro, un'industria latto-casearia fondata qualche secolo fa fece e continua a far fare affari d'oro alle multinazionali del settore alla faccia dei ... creduloni!

La grande maggioranza degli individui con problemi gastro-duodenali e colitici non può bere latte, perché non è in grado di digerire il Lattosio (il 98% degli zuccheri del latte sono Lattosio), molecola piuttosto complessa, costituita da Glucosio e da Galattosio.

Le macro-molecole di Lattosio sono infatti "smontate" in molecole di Glucosio e Galattosio (monosaccaridi, cioè zuccheri più semplici), sì da essere trasformate in energia attraverso l'azione chimica dell'enzima Lattasi.

Purtroppo, tale enzima può essere carente nel 75% dei Neri, nel 20% dei Bianchi e molto poco attivo nella maggior parte degli umani.

Nel dato di fatto, immaginiamoci quale trambusto creerebbe il "candido liquido" in un soggetto che fosse quasi totalmente privo dell'enzima Lattasi.

Questi, non metabolizzando il Lattosio, lo depositerà nell'apparato digerente con tanto di sonoro processo fermentativo, aria e dolore addominale, stitichezza e soprattutto diarrea per liberarsi dello sgradito inquilino.

Nella totalità degli uomini, già dopo il primo anno di vita, la possibilità di sintetizzare il Lattosio declassa di molto: fra gli Orientali ben il 95% è intollerante al Lattosio.

Terminato il periodo di allattamento, le cellule intestinali assorbono sempre meno il polisaccaride e già questo dovrebbe dissuaderci dal proseguire con tale consumo.

Inoltre, i processi di cosiddetta pastorizzazione, che si effettuano tra 54-70°C per 20/30 min. o tra 65-76°C per un tempo di 15-22 s. non eliminano i microrganismi patogeni (Tifo, micobatteri tubercolari, ossia agenti causali della Tubercolosi, cocco-bacilli, quali le Brucelle, ...).

Per questi microrganismi patogeni occorrono arrostimenti tra 87-110°C, i quali annienteranno anche il prezioso Lactobacillus Acidophilus che da vivo, beninteso, sintetizza vitamine necessarie, complesso vitaminico B, e tiene a freno le putrefazioni intestinali che dipendono da un'alimentazione iperproteica (per lo più a base di carne).

I batteri lattici che acidificano facendo cagliare il latte tengono a bada i batteri della putrefazione da essi stessi prodotti; diversamente, se sono eliminati con la pastorizzazione, viene meno la barriera protettiva col rischio di alterazione del latte pastorizzato.

La pastorizzazione blocca solo momentaneamente lo sviluppo dei batteri patogeni, perché dopo un po' essi si riprodurranno ancora più numerosi e offensivi che nel latte crudo; annienta poi la Fosfatasi alcalina, un fondamentale enzima utile per l'assorbimento del calcio, che viene ridotto anche del 50% della quantità che si trova nel latte pastorizzato.

Non solo: la vitamina A e la vitamina E avranno una riduzione fino a 2/3, come del resto la B e la C del 38-80%, con la C che supera da sola il 50%.

Per i minerali: si perde il 20% dello Iodio (processo di Volatilizzazione) e declassano tantissimo altri minerali, in percentuali diverse; 38 sostanze nutritive sono disintegrate o adulterate, anche ormoni, grassi, proteine.

Siamo gli unici in natura a proseguire il consumo di Latte ma per attingerlo dalla prima mucca sono trascorsi milioni d'anni; è quindi molto probabile che la "Selezione Naturale" premi con l'estinzione la variante d'individui in grado di metabolizzare il Lattosio.

Domande:

-Se l'uomo avesse bisogno di bere Latte, magari in dosi massicce per stare in vita, la Selezione Naturale non avrebbe dovuto premiare i dotati di ... "Lattasi sufficienza"?

-Perché, dopo lo svezzamento, l'Uomo non mantiene la possibilità di far uso del Lattosio?

Occhio!-è una stron .. ta quella che ci raccontano certi autorevoli del settore in certi reparti non documentati di nostra conoscenza, che ... "per produrre latte occorra berlo": l'esperta di turno, la mucca, non lo fa e lo produce a quantità industriali semplicemente mangiando erba.

Io credo che si possa tranquillamente asserire che vi sia, come dire, una specie di "disputa funzionale" tra i nostri organi di senso e che, come asserito da qualcuno, alimentarsi possa essere tradotto anche con "pienarsi la pancia".

Difatti, la vista, l'udito, il tatto ci sono indispensabili per la protezione, per l'offensiva, per l'allontanamento dal e verso il pericolo; diversamente, l'odorato e il gusto si possono considerare collegati al conseguimento del godimento, del diletto.

Meno male che l’essere umano è stato conformato per ragioni di puro mantenimento in vita, ossia per captare maggiormente la sofferenza piuttosto che il piacere.

Del resto, per vivere è più indispensabile riconoscere una minaccia che può danneggiarci che procacciarsi un godimento.

Siamo così fortemente strumentalizzati dalle apologie culturali del sistema a tutti i livelli che i più si lasciano edulcorare il palato e subliminare le cellule neuronali, appagando i recettori sensoriali del piacere a discapito di quelli che possono tenerci in vita, farci sopravvivere.

E, come se tutto ciò non fosse ancora sufficiente, ecco che arriviamo ad alimentare attraverso concetti pseudo-scientifici la convinzione che il fare scorta di alimenti super-proteici fortemente carichi di scorie acide, particolarmente la carne, il latte e i derivati, ci possa garantire sia una splendida forma fisica sia uno stato di generale benessere.

E' falso.

Teniamo presente che il latte materno contiene l'1,5% di proteine, dimostrazione questa che non occorrano enormi quantità proteiche per assicurarci la moltiplicazione cellulare.

Il The McDougall Plan, un programma nutrizionale mai impugnato e osteggiato da qualcuno, afferma che l'apporto proteico giornaliero non dovrebbe eccedere il 2,5% dell'assunzione globale delle quotidiane calorie.

E non c’è da meravigliarsi se tale percentuale proteica sia alquanto ridotta, perché essa è pur sempre maggiore di quella accertata nel "nettare" materno, che sta tra 1 e 1,5 (con azione alcalina), e che comunque permette al nascituro di duplicare il proprio peso nei circa 7 mesi in cui si alimenta di latte al seno materno.

Ricordiamoci poi che in questo primo periodo di esistenza occorre fronteggiare le più vigorose necessità alimentari di tutta la nostra vita e, incredibile a dirsi, con un quantitativo percentuale di proteine ch'è il più esiguo di tutta la nostra esistenza in vita: direi lo 0,1% del consumo proteico d’un soggetto adulto.

Riflettiamoci.

E anche su questo: tutti i risultati scientifici che concludono favorevolmente circa l'assunzione di quantità proteiche massicce (ahimè, nocive!) sono fondati su ricerche effettuate su ratti che producono un latte che ha il 9% di proteine.

La cifra percentuale molto elevata non deve sorprenderci se consideriamo che esso duplica il proprio peso in circa 5 giorni di vita e che, diversamente dall'uomo, non ottiene l'intero sviluppo nell'arco di 18 anni.

Domanda:

-Ci siamo mai nutriti di latte di ratto?

Se la mia conclusione è esatta, allora sarà facile condolere con me un più che motivato sospetto verso certi pagliacceschi pontificati che mirano a "imboccarci" smodati e innaturali consumi.

Il rapporto calcio/fosforo al nostro interno dovrebbe attestarsi a 2:1 perchè, al di là di quanto calcio sia consumato, se nell'alimentazione il quantitativo di fosforo fosse superiore a quello del calcio, l'eccesso di scorie acide porterebbe inesorabilmente a un'elevato dispendio del calcio stesso.

E poi: dato che il fosforo nel sangue è assimilato più velocemente del calcio, avremo una temporanea acidificazione, maggiore di quella ipotizzata con l'assunzione d’una quantità con appropriato rapporto calcio/fosforo, che per essere tamponata necessiterà almeno in principio d’una supplementare quantità di sodio ... dalla "Riserva Alcalina".

Ma se il sodio non sarà più utilizzabile, ecco che l'organismo ricorrerà al calcio della banca delle ossa, cercando disperatamente di mantenere il pH intorno a 7,5.

La faccenda si fa poi ulteriormente più complicata perché, dispiegato il calcio osseo, una commisurata quantità di fosforo disperso giungerà ad appesantire i reni col pericolo del manifestarsi d’una calcolosi delle vie urinarie, della colecisti o del coledoco, con tanto di precoce calcificazione e prematuro invecchiamento dei tessuti molli.

E questo, Alberto, è la completa risposta a quanto richiesto.

www.google.it/url?sa=t&rct=j&q=&esrc=s&s...XPotT_sW3eRgZl75RmoA

Raffaele
Ultima Modifica 14 Anni 1 Giorno fa da Raffaele/Michelangelo.

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14 Anni 1 Giorno fa #12626 da Leiji999
Risposta da Leiji999 al topic Re: supercolazione

pacio ha scritto: io per colazione usavo orzo tostato e proteine, ora però vorrei eliminare l'orzo perchè è cancerogeno come il caffè.
Ho pensato al cacao, ma è sicuro? non sono fave tostate pure loro?
oppure questo prodotto, come vi pare? www.myprotein.com/it/products/total-breakfast



Contiene concentrato di proteine di siero del latte, concentrato di proteine del latte, albume in polvere, quindi E' VELENO (poi è certamente dubbia anche la provenienza e la qualità del latte e delle uova contenute).
Statene alla larga!!!

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14 Anni 1 Giorno fa #12627 da Leiji999
Risposta da Leiji999 al topic Re: supercolazione

Raffaele ha scritto: La colazione al mattino si fa con la frutta e/o coi centrifugati di frutta e verdura.

Il sangue, fino alle 15:00 del pomeriggio, è in uno stato di SOL, di gelatina solubile: deve fronteggiare le scorie acide del pasto della sera precedente e dobbiamo aiutarlo immettendovi minerali alcalinizzanti, come il Calcio, il Ferro, il Magnesio, il Potassio e il Sodio, contenuti, per l'appunto, nella frutta e nella verdura (un bel centrifugato di carote e sedano!).

Mangiamo per stare in salute e non per il piacere dei sensi.

Raffaele



Grande Raffaele!!! Sei sempre saggio nei tuoi post.
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