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ARGOMENTO: La nostra esperienza con un cancro al colon

Aggiornamenti 22/04/2014 00:25 #26683

  • Mimma
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francois ha scritto:
Imhotep

somministrazione per via orale, semplicemente con 2 - 4 cucchiaini / giorno sciolti in acqua,

controllo giornaliero del pH innalzandolo a 8,3 - 8,5 per 5 giorni

e poi riportandolo a 7,2 - 7,3

ripetendo il tutto a distanza di 10 giorni anche con più cicli secondo il caso e la risposta dell'organismo.

E chi soffre di ipertensione può assumere 2 - 4 cucchiaini al giorno anche se per 5 giorni?
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Aggiornamenti 22/04/2014 13:19 #26685

  • francois
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Mimma

chi soffre di ipertensione deve avere paura del Sodio contenuto nel cloruro di sodio,
ossia quando viene sparso sulla insalata e non viene sufficientemente sciolto dall’aceto,
e non del sodio contenuto nel bidarbonato.

In pratica, sono i granellini di cloruro di sodio che fanno male.

Sia il bicarbonato che il cloruro di sodio sciolto dall’aceto, sono soluzioni di sali che non influiscono sulla ipertensione.

Comunque vorrei spiegarti che la ipertensione può essere generata, molte volte, da un colon carico di depositi di cibo particolarmente aderenti e appiccicati alle pareti.

In tal caso va fatta una buona pulizia del colon.

La seconda causa, e la più comune, è un possibile inizio di arteriosclerosi per eccesso di calcio nei tessuti delle arterie.

Per superare tale condizione è bene fare pediluvi con cloruro di magnesio, 30 grammi / litro in acqua calda e per 30 minuti, ogni giorno fino a recupero del benessere.
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Ringraziano per il messaggio: sampei, Mimma, Marco R.

Aggiornamenti 22/04/2014 20:54 #26697

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Francois,
ho letto da qualche parte che l'acqua con il cloruro o il solfato di magnesio per i pediluvi può essere conservata e riciclata più volte. Secondo te si può fare ? E se sì per quanti giorni? Ovviamente lavando i piedi prima :sick:
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Aggiornamenti 22/04/2014 23:02 #26703

  • sampei
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francois ha scritto:
Imhotep

somministrazione per via orale, semplicemente con 2 - 4 cucchiaini / giorno sciolti in acqua,

controllo giornaliero del pH innalzandolo a 8,3 - 8,5 per 5 giorni

e poi riportandolo a 7,2 - 7,3

ripetendo il tutto a distanza di 10 giorni anche con più cicli secondo il caso e la risposta dell'organismo.

Stupenda questa testimonianza.. Cambiato anche lo stile alimentare? Il bicarbonato in questione è il classico Solvay da acquistare al supermercato? Da assumere a digiuno o dopo mangiato? Dicci tutto ;)
"..Le stelle stanno in cielo, i SOGNI non lo so.. so solo che son POCHI quelli che si avverano!"
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Aggiornamenti 23/04/2014 11:34 #26713

  • francois
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Sampei

certamente anche lo stile alimentare ha la sua valenza, e conta molto.

Il bicarbonato è quello che si usa in cucina e si acquista al supermercato,

va assunto a digiuno,

1 cucchiaino piccolo per 2 - 3 volte nell'arco della giornata.

Ma bisogna fare attenzione al pH,
va tenuto sotto stretto controllo.

A pH 7,2 - 7,5 le cellule cancerose entrano in una fase dormiente, ossia cessa la loro aggressività.

A pH 8,2 - 8,5 le cellule cancerose cominciano a morire di inedia e si innesca la regressione della massa

tumorale che continuerà a regredire anche a pH 7,5.

Attenzione: il pH 8 - 8,5 va tenuto al massimo per 5 - 6 giorni perchè, se più a lungo, innesca una forma di

confusione mentale, in pratica una alcalosi,

e quindi, dopo 5 giorni si deve far regredire verso il 7.
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Ringraziano per il messaggio: yagoo40, salus, Marco R.

Aggiornamenti 08/05/2014 22:48 #27146

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Francois, stiamo parlando del ph del sangue o delle urine?

Se si tratta del ph del sangue, come si fa a controllarlo tutti i giorni?
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Aggiornamenti 09/05/2014 17:33 #27182

  • francois
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Quando si parla di auto-misurazione del pH
si intende sempre della urina, la seconda 20 minuti circa dopo la sveglia,
e la saliva allo stesso momento,
e comunque prima di qualunque assunzione di cibi e bevande.

Non fare misurazioni in altri orari, generano solo confusione di valori.

Il sangue ha il suo pH, quasi stabile,
e la misurazione viene fatta secondo i metodi della MU.
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Aggiornamenti 01/06/2014 17:39 #28019

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wow, ho letto tutto in immersione totale, ne esco prostrato, in ginocchio, pensieroso ma felice.
ne esco pieno di... lo avessi saputo.... avessi avuto più coraggio.... forse non avrei dovuto.....
Purtroppo giovedi ci ricasco, mi hanno prescritto altri 2 mesi con ennesimo nuovo medicinale, fino alla prossima tac ( e se il referto sarà terribile come le ultime tre ???)
Gli occhi si stanno aprendo ma che delusione, mai avrei pensato....
Spero solo di essere in tempo.
un abbraccio al papà ed a tutti i foristi
L' essenziale è invisibile agli occhi...
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Aggiornamenti 01/06/2014 17:55 #28022

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Ciao adk :)
mi permetto di ricordarti che tu non devi fare niente, tu non sei obbligato ad accettare cure e terapie tuo malgrado.
Io sono una reduce che non ha accettato ció che gli oncologi consigliavano, con questo voglio solo dirti che só di cosa stó scrivendo, adesso, a te.
TU NON SEI OBBLIGATO!
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Re: La relazione tra zucchero e cancro 01/06/2014 21:20 #28030

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Imhotep ha scritto:
Se hai apprezzato Servan-Schreiber, non posso che consigliarti anche Béliveau (L'alimentazione anti-cancro), che in realtà si occupa in prima persona di questi studi e da cui anche Servan-Schreiber ha imparato molto.



2) Ciò detto, resta nondimeno interessante constatare come l'alimentazione di mio padre, costruita secondo altri principi, sia di fatto alcalinizzante: frutta fresca, verdura cruda (insalate, pomodori, cavolfiore), frutta secca (soprattutto mandorle), legumi, patate, aglio sono componenti essenziali del suo attuale regime alimentare. Gli alimenti considerati acidificanti sono quasi assenti dalla sua dieta: zero fritti, zero burro, pochissimi grassi animali, niente zucchero o confetture, pochissimi alcolici (un quartino di vino rosso ogni tanto). Persino il the verde, che consumiamo in quantità, viene considerato alcalinizzante, contrariamente a quello nero, considerato acidificante.
Non sono in grado di dire se vi sia una correlazione tra i due metodi, ma sta di fatto che il risultato finale (la scelta degli alimenti da mettere in tavola) è praticamente sovrapponibile. Forse è un buon segno.

)
Nell' alimentazione anticancro da te citata ci sono solo due alimenti proteici: frutta secca e legumi. Come mai non vengono citati i cereali?
Per es S Ildegarda indica per le affezioni intestinali gravi, una cura a base di farro. Te lo dico perchè io da tre mesi esperimento la dieta alcalina e in queste situazioni tumorali, in cui c' è un calo ponderale importante, il mantenimento di una certa forma fisica accettabile è importante e con la dieta sopracitata ci si fa poco.

Dalle tue ricerche e lettura di Beliveau , i malati oncologici possono consumare anche cereali?
Ultima modifica: 01/06/2014 21:21 da feuxdartifice.
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Aggiornamenti 01/06/2014 21:46 #28031

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francois ha scritto:
Mimma

chi soffre di ipertensione deve avere paura del Sodio contenuto nel cloruro di sodio,
ossia quando viene sparso sulla insalata e non viene sufficientemente sciolto dall’aceto,
e non del sodio contenuto nel bidarbonato.

In pratica, sono i granellini di cloruro di sodio che fanno male.

Sia il bicarbonato che il cloruro di sodio sciolto dall’aceto, sono soluzioni di sali che non influiscono sulla ipertensione.

Comunque vorrei spiegarti che la ipertensione può essere generata, molte volte, da un colon carico di depositi di cibo particolarmente aderenti e appiccicati alle pareti.

In tal caso va fatta una buona pulizia del colon.

La seconda causa, e la più comune, è un possibile inizio di arteriosclerosi per eccesso di calcio nei tessuti delle arterie.

Per superare tale condizione è bene fare pediluvi con cloruro di magnesio, 30 grammi / litro in acqua calda e per 30 minuti, ogni giorno fino a recupero del benessere.


Francois, questa affermazione l' ho già sentita.
In merito al BdS però ti riporto la mia esperienza.

Nella situazione in cui mi trovo ho deciso fin dall' inizio di assumere vit C in grandi quantità e ho preferito AS all' AA perché avevo bisogno di alcalinizzare il mio corpo. Ne assumevo circa un gr e mezzo ogni ora per un totale giornaliero di 7/10gr.

Dopo qualche giorno ha incominciato ad alzarsi la pressione (io soffro di IE e prendo la pasticca). Me ne sono accorto durante il prelievo del sangue. Ha schizzato. Me l' ha fatto notare l' infermiere. Andato a casa, ho constatato effettivamente che era altina. Se non ricordo male 80/153 ed era già da qualche giorno che avvertivo sensazioni strane. Dopo aver fatto mente locale ho deciso di consumare AA ed eliminare completamente l' AS. Dopo due giorni la PA si è stabilizzata e ancora oggi non ci sono problemi.

Anche se avessi consumato 10 gr al giorno di AS, il BdS sarebbe stato 1,4 gr., dose ben inferiore ai 2/4 cucchiaini al giorno.

Peraltro io ho sperimentato anni fa una cura di BdS
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Ringraziano per il messaggio: Marco R.

Re: La relazione tra zucchero e cancro 01/06/2014 22:13 #28032

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Nell' alimentazione anticancro da te citata ci sono solo due alimenti proteici: frutta secca e legumi. Come mai non vengono citati i cereali?
Per es S Ildegarda indica per le affezioni intestinali gravi, una cura a base di farro. Te lo dico perchè io da tre mesi esperimento la dieta alcalina e in queste situazioni tumorali, in cui c' è un calo ponderale importante, il mantenimento di una certa forma fisica accettabile è importante e con la dieta sopracitata ci si fa poco.

Dalle tue ricerche e lettura di Beliveau , i malati oncologici possono consumare anche cereali?


Io non ho illustrato il regime alimentare completo di mio padre, altrimenti, come hai giustamente notato, a quest'ora sarebbe decisamente magrolino! Mi sono limitato ad indicare alcuni alimenti specifici in funzione anticancerogena, che non possono mancare sulla tavola di chiunque voglia affrontare il mostro in maniera intelligente, ed altri da eliminare assolutamente.

Certamente i cereali fanno parte della dieta anticancro, purché integrali. Mio padre ama prepararsi minestre a base di orzo e farro, per esempio. Inoltre ha sostituito la pasta bianca con quella integrale, che non è mai integrale al 100% ma è sempre meglio di quella a base di farina 00. Lo stesso vale per il riso.
Per non parlare del pane: bandito per sempre quello bianco, ora mangiamo solo pane integrale di vari tipi (quindi a base di diversi miscugli di cereali: la varietà è sempre salutare) e di diverse "gradazioni", cercando di non scendere mai sotto a un livello del 60% nel contenuto di cereali integrali. A questo proposito, consiglio di leggere sempre con attenzione l'etichetta del prodotto che si acquista, perché taluni tipi di pane che riportano la dicitura integrale in realtà contengono una quantità minima di cereali integrali.
Una qualità di pane che utilizziamo da molto tempo è pane di segale quasi al 100%, proveniente dall'Olanda. Una miniera di fibre, vitamine del gruppo B, fosforo, magnesio, calcio e potassio.

Come fonti di proteine animali, mio padre consuma uova e tonno in scatola, sempre senza esagerare, e carne una volta alla settimana.
Ultima modifica: 01/06/2014 22:35 da Cecilia.
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Re: La relazione tra zucchero e cancro 01/06/2014 23:53 #28034

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Imhotep ha scritto:
Nell' alimentazione anticancro da te citata ci sono solo due alimenti proteici: frutta secca e legumi. Come mai non vengono citati i cereali?
Per es S Ildegarda indica per le affezioni intestinali gravi, una cura a base di farro. Te lo dico perchè io da tre mesi esperimento la dieta alcalina e in queste situazioni tumorali, in cui c' è un calo ponderale importante, il mantenimento di una certa forma fisica accettabile è importante e con la dieta sopracitata ci si fa poco.

Dalle tue ricerche e lettura di Beliveau , i malati oncologici possono consumare anche cereali?


Io non ho illustrato il regime alimentare completo di mio padre, altrimenti, come hai giustamente notato, a quest'ora sarebbe decisamente magrolino! Mi sono limitato ad indicare alcuni alimenti specifici in funzione anticancerogena, che non possono mancare sulla tavola di chiunque voglia affrontare il mostro in maniera intelligente, ed altri da eliminare assolutamente.

Certamente i cereali fanno parte della dieta anticancro, purché integrali. Mio padre ama prepararsi minestre a base di orzo e farro, per esempio. Inoltre ha sostituito la pasta bianca con quella integrale, che non è mai integrale al 100% ma è sempre meglio di quella a base di farina 00. Lo stesso vale per il riso.
Per non parlare del pane: bandito per sempre quello bianco, ora mangiamo solo pane integrale di vari tipi (quindi a base di diversi miscugli di cereali: la varietà è sempre salutare) e di diverse "gradazioni", cercando di non scendere mai sotto a un livello del 60% nel contenuto di cereali integrali. A questo proposito, consiglio di leggere sempre con attenzione l'etichetta del prodotto che si acquista, perché taluni tipi di pane che riportano la dicitura integrale in realtà contengono una quantità minima di cereali integrali.
Una qualità di pane che utilizziamo da molto tempo è pane di segale quasi al 100%, proveniente dall'Olanda. Una miniera di fibre, vitamine del gruppo B, fosforo, magnesio, calcio e potassio.

Come fonti di proteine animali, mio padre consuma uova e tonno in scatola, sempre senza esagerare, e carne una volta alla settimana.


Mi hai tolto un grande cruccio.
All' inizio non avendo un buon orientamento e avendo letto di corsa il protocollo Gerson mi sono alimentato per 30 giorni essenzialmente di succhi di frutta e verdura. Ho perso svariati chili guidato dall' idea che il cancro bisognava affamarlo.

Questa dieta somministrata a tuo padre l' avete tratta dal libro di Beliveau?

E comunque ora anch' io ho adottato questa dieta di cui parli, anche se non mangio ne carne rossa, ne tonno ne uova. Devo ancora essere operato. Lo sarò a breve.

Grazie per l' apertura mentale, la serietà con cui hai reso pubblica questa tua esperienza, nata soprattutto dall' affetto che porti a tuo padre, al quale auguro una serena e lunga vecchiaia in salute.
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Re: La relazione tra zucchero e cancro 02/06/2014 11:17 #28051

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Come nota generale per chi vuole approfondire questi argomenti, consiglio la lettura sia di Béliveau (L'alimentazione anti-cancro) che di Servan-Schreiber (Anticancro).

Sono due libri diversi, che si integrano alla perfezione. Béliveau, con i suoi studi e le sue pubblicazioni scientifiche, è la fonte e l'ispirazione per i numerosi testi che ormai si trovano su questo argomento. Il suo libro è un'illustrazione sistematica e chiara degli alimenti dalle riconosciute proprietà anticancerogene, con la spiegazione dei relativi motivi.

Il libro di Servan-Schreiber, che si basa largamente sugli insegnamenti di Béliveau, è il racconto della sua esperienza personale da malato di tumore al cervello, con le varie fasi di consapevolezza che il paziente attraversa quando scopre il mondo della nutraceutica. E' meno sistematico ma ugualmente utile, approfondendo alcuni aspetti non trattati da Béliveau e con l'aggiunta di riflessioni più generali riguardanti anche l'atteggiamento mentale del paziente nei confronti della malattia e delle possibili concause psicologiche della stessa.

Un'ultima riflessione: nessuno dei due autori sconsiglia esplicitamente di sottoporsi alle cure oncologiche della MU. Semplicemente non prendono posizione, o esortano almeno a curare anche l'alimentazione secondo i princìpi esposti. La ritengo una scelta intelligente, utile a evitare l'ostracismo dei loro colleghi con relativa marginalizzazione.
Ma la verità viene fuori ugualmente: Servan-Schreiber racconta di un malato terminale di cancro al pancreas. Chiunque si occupi suo malgrado di tumori, sa cosa significano le parole "cancro al pancreas" (cioè: morte certa in breve tempo). Costui era un suo amico e, al Memorial Sloan-Kettering Cancer Center (uno dei migliori centri oncologici al mondo), gli erano stati pronosticati pochi mesi di vita.
Per farla breve, Servan-Schreiber interessò Béliveau del caso, chiedendogli se era ipotizzabile quantomeno fare guadagnare qualche mese di vita al paziente, magari con un lieve miglioramento della qualità della stessa prima della fine.
Béliveau, pur essendo scettico egli stesso (qui non parliamo di "guaritori", ma di uomini di scienza seri), accettò di mettere insieme un protocollo di cura, basato sull'assunzione di grandi quantità di molecole anticancerogene contenute in vari alimenti e sull'esclusione di qualunque alimento potenzialmente nocivo. Ebbene, poche settimane dopo aver cominciato la cura Béliveau, il paziente si alzò dal suo letto di morte (perché quello era), cosa che non gli riusciva da quattro mesi, e - dopo qualche tempo - ricominciò anche a uscire di casa. Sua moglie era completamente frastornata. Servan-Schreiber e Béliveau non credevano alle loro orecchie.
Risultato: questo signore, che si chiamava Lenny, sopravvisse altri quattro anni e mezzo, conducendo una vita pressoché normale e ricominciando persino a viaggiare. Il suo tumore si era stabilizzato ed era addirittura regredito di un quarto. Il suo oncologo diceva di non aver mai visto nulla di simile (come sempre).
A me pare alquanto chiaro chi ne esca vincitore tra cure della MU e nutraceutica.

Nel libro di Servan-Schreiber si trova la ricetta per un cocktail di alimenti anticancerogeni da assumere sotto forma di frullato nel caso si rendesse necessaria una terapia d'urto.
Inoltre, i due volumi citati sono ricchi di note bibliografiche che rimandano a studi e articoli scientifici: le possibilità per approfondire la materia non mancano.
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Ringraziano per il messaggio: yagoo40, Midiclò, Zero, Marco R.

Aggiornamenti 02/06/2014 14:04 #28057

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feux

ci sono alcuni punti che è bene tu debba ricordare:

il tuo problema è dovuto a una reazione dei tessuti alla tossicità presente nell'organismo.
Tale tossicità si è sviluppata a seguito di una alimentazione non corretta, stress, o altro,
a causa dei quali il fegato, per primo, ha accumulato tossine che non è riuscito a smaltire,
di conseguenza l'intestino si è intasato di cibo non digerito,
il colon ha accumulato detriti che hanno sviluppato tossine e veleni vari.

Alla luce di ciò, la prima cosa che deve interessarti oggi, ma anche per il futuro,
soprattutto per evitare recidive,
deve essere una buona pulizia del fegato
e una contemporanea pulizia del colon,
cose che puoi attuare da subito mediante l'uso dei sali di Epsom.
Ma cerca via Internet "lavaggio del fegato" e scegli le proposte che più ti sembrano
essere gradite.

Contemporaneamente è indispensabile abbattere l'acidosi dei tessuti
portando il pH a 7,2 - 7,3
che è la condizione di base per fermare qualunque attività cancerosa.

Inoltre, per prepararti all'intervento, sarà bene saturare l'organismo di C
per rendere meno stressante l'intervento e per
assicurarti una guarigione più veloce.

Ricorda poi che in questi forum si parla tanto di alimentazione e medicina ortomolecolare,
una parolona che alla fine non significa un bel niente,
se non un metodo di alimentazione basato sul consumo di
cibi di ogni genere,
naturalmente escludendo le spazzature,
e soprattutto su piccole quantità di ogni cibo
proprio perchè l'organismo ha bisogno di attingere quello che gli serve,
da più fonti possibili
per garantire il proprio fabbisogno.
Ricorda però che le diete proposte dai vari guru della alimentazione
trovano il beneficio che andrà verificato
perchè ogni persona ha delle caratteristiche proprie e uniche,
come uniche sono le impronte digitali.
Queste diete possono aiutare a scegliere dei piatti,
ma non vanno generalizzate per ognuno.

Poi, naturalmente, segui tutti i consigli che
ogni partecipante elargisce, sono certamente molto utili.
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Ringraziano per il messaggio: feuxdartifice

Re: La relazione tra zucchero e cancro 02/06/2014 21:23 #28092

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Imhotep ha scritto:

Nel libro di Servan-Schreiber si trova la ricetta per un cocktail di alimenti anticancerogeni da assumere sotto forma di frullato nel caso si rendesse necessaria una terapia d'urto.
.

La puoi pubblicare? Oggi intanto ho ordinato il libro di Beliveau .
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Re: La relazione tra zucchero e cancro 03/06/2014 11:50 #28115

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si, oggi proverò a cercare nelle librerie i libri di Beliveau e di Servan-Schreiber... dopo tanta lettura in formato digitale ho bisogno di sentire la carta tra le dita
ciao!
L' essenziale è invisibile agli occhi...
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Re: La relazione tra zucchero e cancro 03/06/2014 16:02 #28129

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feuxdartifice ha scritto:
Imhotep ha scritto:

Nel libro di Servan-Schreiber si trova la ricetta per un cocktail di alimenti anticancerogeni da assumere sotto forma di frullato nel caso si rendesse necessaria una terapia d'urto.
.

La puoi pubblicare? Oggi intanto ho ordinato il libro di Beliveau .


Volentieri (ho provato ad allegare un file pdf, sperando funzioni).

Ripeto che si tratta di un cocktail da utilizzare come terapia d'urto in aggiunta alla normale (ma sana) alimentazione. Suppongo che sia utile assumerlo quotidianamente per un certo periodo, per poi verificare se vi sono risultati concreti riscontrabili strumentalmente.
Purtroppo Servan-Schreiber si limita a pubblicare solo gli ingredienti, senza ulteriori dettagli. Va da sé che l'utilizzo di verdure crude è da preferire, altrimenti cotte al vapore per un tempo possibilmente breve.
Poi consiglio sempre di usare la testa: se, per esempio, troppo aglio ci dà malessere, ne ridurremo la quantità. Se soffriamo di favismo, evidentemente lasceremo fuori le fave verdi dall'intruglio. Se il cocktail risultasse troppo denso o di sapore troppo intenso (noi non lo abbiamo ancora sperimentato, quindi non saprei dire come si presenta), aggiungere tè verde, succo di arancia o persino acqua non può certo nuocere.
La curcuma si trova nei negozi biologici, come anche l'olio di lino. Per le foglie di tè verde, usare di preferenza quello di provenienza giapponese, qualità Sencha o Gyokuro (i più ricchi di EGCG).

Se procederai, sarei curiosissimo di conoscere le tue esperienze, che potrebbero risultare utili ad altri (noi compresi) in futuro. Sia per quanto riguarda il cocktail stesso (preparazione e assunzione), sia per quanto riguarda eventuali risultati concreti, che sono quelli che ci interessano più di ogni altra cosa.
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Re: La relazione tra zucchero e cancro 03/06/2014 17:48 #28133

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Riprovo con un copia/incolla:


II cocktail messo a punto dal dottor Béliveau

Aglio: 100 grammi
Cavolini di Bruxelles: 100 grammi
Barbabietola: 100 grammi
Mirtilli rossi: 100 grammi
Cipolla verde: 100 grammi
Broccoli: 100 grammi
Spinaci: 100 grammi
Fave verdi: 100 grammi
Pompelmo: 100 grammi
Curcuma disciolta in olio di lino: 2 cucchiaini da caffè in 10 millilitri d’olio
Polifenoli del tè verde: 2,4 grammi (equivalenti a circa 6 tazze di tè e a 2 grammi di foglie)*
Pepe nero: 2 cucchiaini da caffè

Da questi 900 grammi di frutta e verdura si ottengono 270 milli­litri di pozione. Alle cavie ne vengono somministrati 100 microlitri al giorno (in aggiunta all’alimentazione normale), equivalenti a cir­ca 240 millilitri di cocktail per un essere umano. Da notare che il cocktail non è stato testato sull’essere umano, quindi gli effetti combinati alle terapie anticancro non sono dimostrati.


* Qua deve esserci un errore di redazione o di traduzione, perché i conti non tornano, né per quanto riguarda la quantità di polifenoli (che non può essere maggiore del peso delle foglie di tè), né per quanto riguarda il volume finale del cocktail, se si aggiungono sei tazze da tè al resto. Soluzione più semplice: lasciar perdere il tè nella preparazione del cocktail e bere 500 - 750 ml di tè verde di qualità (non zuccherato!) nel corso della giornata, ma secondo le modalità da me illustrate in precedenza.

Mi risulta che l'intruglio possa essere preparato anche sotto forma di zuppa, scaldando quindi le varie verdure come se si trattasse di un minestrone. Cottura breve!
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Re: La relazione tra zucchero e cancro 03/06/2014 20:27 #28142

  • Cecilia
Buonasera :)
mi sono letta e riletta questa ricetta di cocktail e ho anche cercato la versione inglese in rete www.smile.org.au/Anticancer%20Foods.html
ora, secondo me, le fave non sono fave bensí fagioli
la cipolla verde dovrebbe essere cipollotti

per quanto riguarda questo ...
Polifenoli del tè verde: 2,4 grammi (equivalenti a circa 6 tazze di tè e a 2 grammi di foglie)*
e il tuo dubbio ...
i conti non tornano, né per quanto riguarda la quantità di polifenoli (che non può essere maggiore del peso delle foglie di tè), né per quanto riguarda il volume finale del cocktail, se si aggiungono sei tazze da tè al resto.
non vedo il problema
2,4 gr di polifenoli
le 6 tazze di té sono citate come punto di riferimento e non come té da aggiungere al cocktail (credo)
ma anch´io sono piuttosto interdetta riguardo i 2 grammi di foglie che dovrebber equivalere a 2,4 gr di polifenoli!
L\'Amministratore ha disattivato l\'accesso in scrittura al pubblico.

Re: La relazione tra zucchero e cancro 03/06/2014 21:27 #28145

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Cecilia ha scritto:
le 6 tazze di té sono citate come punto di riferimento e non come té da aggiungere al cocktail (credo)
ma anch´io sono piuttosto interdetta riguardo i 2 grammi di foglie che dovrebber equivalere a 2,4 gr di polifenoli!


Sì, questa proporzione è semplicemente impossibile.
Se consideriamo che il contenuto in polifenoli del tè verde riferito al peso della foglia è pari ad una percentuale variabile tra il 25% e il 35% al massimo a seconda della qualità (tabella che si trova nel libro di Béliveau), per ottenere 2,4 grammi di polifenoli servono dai 7 ai 10 grammi di tè circa, che mi sembra una quantità molto più ragionevole. Tanto più che equivale a grandi linee alla quantità di tè da utilizzare appunto per prepararsi la bevanda quotidianamente.

www.smile.org.au/Anticancer%20Foods.html
In effetti, a questo link da te riportato si parla di kidney beans, che in italiano sarebbero fagioli rossi, non fave verdi. Uno dei due traduttori si è sbagliato (il testo originale è in francese, ma non ne ho trovata una versione su internet).
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Re: La relazione tra zucchero e cancro 03/06/2014 22:46 #28148

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Cecilia ha scritto:
Buonasera :)
mi sono letta e riletta questa ricetta di cocktail e ho anche cercato la versione inglese in rete www.smile.org.au/Anticancer%20Foods.html


ora, secondo me, le fave non sono fave bensí fagioli

No. In francese les fèves sono fave, les haricots sono i fagioli, les haricots verts i fagiolini

la cipolla verde dovrebbe essere cipollotti

esatto :) brava

per quanto riguarda questo ...
Polifenoli del tè verde: 2,4 grammi (equivalenti a circa 6 tazze di tè e a 2 grammi di foglie)*
e il tuo dubbio ...
i conti non tornano, né per quanto riguarda la quantità di polifenoli (che non può essere maggiore del peso delle foglie di tè), né per quanto riguarda il volume finale del cocktail, se si aggiungono sei tazze da tè al resto.
non vedo il problema
2,4 gr di polifenoli
le 6 tazze di té sono citate come punto di riferimento e non come té da aggiungere al cocktail (credo)
ma anch´io sono piuttosto interdetta riguardo i 2 grammi di foglie che dovrebber equivalere a 2,4 gr di polifenoli!


Ecco la versione francese

www.masantenaturelle.com/chroniques/cons...soupe_anticancer.php

Voici la recette de cette soupe
Cuire légèrement (cuocere leggermente) 100 g de chacun des légumes (verdure) et fruits suivants :
Ail aglio
Choux de Bruxelles cavolini di bruxelles
Betterave barbabietola
Airelles mirtilli
Oignon vert cipollotti
Brocolis broccoli
Epinard spinaci
Fèves vertes fave verdi

Ajouter à la soupe obtenue : (aggiungere alla zuppa ottenuta)
Pamplemousse (100g.) pompelmo (succo o polpa?)
Curcuma mélangé dans l'huile de lin (2 c. à café de curcuma pour 10 ml d'huile de lin) curcuma mischiata a olio di lino
6 tasses de thé vert (2 g de feuilles de thé vert pour 6 tasses d'eau)
Poivre noir (2 c. à café) pepe nero
Ultima modifica: 03/06/2014 23:04 da feuxdartifice.
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Ringraziano per il messaggio: Cecilia

Re: La relazione tra zucchero e cancro 04/06/2014 00:21 #28152

  • Cecilia
Eh, ma rileggendo ...
2 grammi di té verde per 6 tazze? ma é poco!
la proporzione che conosco io é
10 gr di té in 1 litro d´acqua, acqua a 70 gradi, tenere in infusione 8-10 minuti circa.
Imhotep, tu che ne dici?
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Re: La relazione tra zucchero e cancro 04/06/2014 09:20 #28156

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Cecilia ha scritto:
Eh, ma rileggendo ...
2 grammi di té verde per 6 tazze? ma é poco!
la proporzione che conosco io é
10 gr di té in 1 litro d´acqua, acqua a 70 gradi, tenere in infusione 8-10 minuti circa.
Imhotep, tu che ne dici?

Sono d'accordo con te. Infatti secondo me la cifra corretta a cui far riferimento è quella dei 2,4 grammi di polifenoli, corrispondenti appunto a 7 - 10 grammi di tè in foglie.
Ricordiamoci anche che qui stiamo parlando di terapia d'urto. Credo che per il tè quotidiano possa essere sufficiente una quantità minore (noi utilizziamo circa 5 grammi di tè per un litro di bevanda, infusione di 10 minuti, da consumare entro un'ora al massimo).
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Re: La relazione tra zucchero e cancro 04/06/2014 10:09 #28157

  • feuxdartifice
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feuxdartifice ha scritto:
Cecilia ha scritto:
Buonasera :)
mi sono letta e riletta questa ricetta di cocktail e ho anche cercato la versione inglese in rete www.smile.org.au/Anticancer%20Foods.html


ora, secondo me, le fave non sono fave bensí fagioli

No. In francese les fèves sono fave, les haricots sono i fagioli, les haricots verts i fagiolini

la cipolla verde dovrebbe essere cipollotti

esatto :) brava

per quanto riguarda questo ...
Polifenoli del tè verde: 2,4 grammi (equivalenti a circa 6 tazze di tè e a 2 grammi di foglie)*
e il tuo dubbio ...
i conti non tornano, né per quanto riguarda la quantità di polifenoli (che non può essere maggiore del peso delle foglie di tè), né per quanto riguarda il volume finale del cocktail, se si aggiungono sei tazze da tè al resto.
non vedo il problema
2,4 gr di polifenoli
le 6 tazze di té sono citate come punto di riferimento e non come té da aggiungere al cocktail (credo)
ma anch´io sono piuttosto interdetta riguardo i 2 grammi di foglie che dovrebber equivalere a 2,4 gr di polifenoli!


Ecco la versione francese

www.masantenaturelle.com/chroniques/cons...soupe_anticancer.php

Voici la recette de cette soupe
Cuire légèrement (cuocere leggermente) 100 g de chacun des légumes (significa sia verdure che legumi) et fruits suivants :
Ail aglio
Choux de Bruxelles cavolini di bruxelles
Betterave barbabietola
Airelles mirtilli
Oignon vert cipollotti
Brocolis broccoli
Epinard spinaci
Fèves vertes fave verdi

Ajouter à la soupe obtenue : (aggiungere alla zuppa ottenuta)
Pamplemousse (100g.) pompelmo (succo o polpa?)
Curcuma mélangé dans l'huile de lin (2 c. à café de curcuma pour 10 ml d'huile de lin) curcuma mischiata a olio di lino
6 tasses de thé vert (2 g de feuilles de thé vert pour 6 tasses d'eau)
Poivre noir (2 c. à café) pepe nero


Una delle prove che si tratta di fave e non di fagioli è che la zuppa deve avere una cottura leggera (Parliamo di una manciata di minuti quindi e i fagioli richiedono ben più tempo per cuocersi (minimo 20 min quelli freschi)


ho digitato anche "feves vertes" immagini:

www.google.it/webhp?sourceid=chrome-inst...%20vertes%20immagini
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Aggiornamenti marzo 2015 30/03/2015 18:27 #39053

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Cari amici,
torno ad aggiornare il nostro thread. Mi scuso per aver saltato un aggiornamento semestrale, una manchevolezza dovuta unicamente ad una patologia non invalidante, ma cronica, chiamata pigrizia. C'è qualcuno in grado di consigliare un integratore per eliminare quella? ;)

Siccome proseguo in questa cronistoria più per eventuali “novizi” del forum, che immagino di tanto in tanto leggano senza per questo necessariamente partecipare attivamente, che per gli esperti e i già convinti, e siccome penso che un'esperienza come la nostra possa servire ad incoraggiare soprattutto chi si trovi proprio ora ad affrontare una situazione simile, comincio col ripetere la diagnosi post-emicolectomia (rimozione di un lungo tratto di colon ascendente):

Duplice adenocarcinoma colico G2, con aree mucinose, che infiltra i tessuti molli periviscerali.
Localizzazione secondaria in 3 di 13 linfonodi esaminati.
Stadiazione: C2 di Astler Coller.


Classificazione: pT3 N1b M0

DGN: duplice neoplasia a partenza colica, in stadio C2, ad alto rischio di recidiva.

Programma: in discussione collegiale, suggeriti 6 mesi di chemioterapia adiuvante con capecitabina.
Proposta non accettata dal paziente, si prosegue con follow up.

Ho nuovamente riportato tutti i dati di partenza per facilitare la comprensione di un fatto: ci trovavamo di fronte a una situazione grave, certamente compromessa anche dalla positività di 3 linfonodi (la mia maggiore preoccupazione), e in presenza di una neoplasia ad alto rischio di recidiva, secondo la diagnosi oncologica ufficiale.
Ancora oggi mi trovo a dover rispondere ad anime candide che mi chiedono: “ma era un tumore maligno?”, cercando di mantenere la calma, visto che le masse inconsapevoli e incompetenti non sembrano in grado di accettare una semplice verità: dal cancro si può guarire! E si capisce facilmente perché fatichino a credere a ciò che viene loro raccontato: probabilmente è la prima volta che sentono di un malato di tumore che sta benissimo. Immagino che la loro esperienza di vita, ora che praticamente tutti sono entrati in contatto con questa patologia in un modo o nell'altro, sia ben diversa. Un'esperienza, cioè, di paura, sofferenza, decadimento fisico e infine, nella maggior parte dei casi, morte.

Ma torniamo a noi.
I risultati degli ultimi esami di controllo di mio padre, a tre anni e cinque mesi esatti dall'intervento, sono ancora una volta eccellenti. DOPO AVERE FERMAMENTE RIFIUTATO LA CHEMIOTERAPIA ADIUVANTE PROPOSTA DAGLI ONCOLOGI, l'organismo di mio padre, ad oggi, non presenta traccia alcuna di attività neoplastica.

Qui apro una parentesi: come ormai sappiamo (l'ho anche scritto in precedenza in questo thread), praticamente tutti noi ospitiamo più o meno costantemente attività neoplastica nel nostro corpo, quindi nei referti in realtà ci limitiamo a parlare di attività neoplastica rilevabile dagli attuali strumenti di indagine.
Fortunatamente il nostro organismo, principalmente tramite l'azione del nostro sistema immunitario, è perfettamente in grado di eliminare o in alcuni casi bloccare sine die la crescita cancerosa prima che questa provochi danni alla nostra salute nella stragrande maggioranza dei casi. Se così non fosse, moriremmo TUTTI molto giovani e TUTTI di cancro (in assenza di altre patologie fulminanti). Solo quando l'organismo non è più in grado di svolgere le sue funzioni nel migliore dei modi, per i più svariati motivi, legati prima di tutto alla psiche e all'alimentazione, ci troveremo in presenza di una crescita neoplastica pericolosa, in grado di maturare fino alla fase detta progressione. Lo scopo di tutti gli accorgimenti discussi in questo thread è proprio quello di aiutare il nostro organismo a soffocare il cancro nella culla, prima che faccia danni. Questo vale, ovviamente, anche se un tumore primitivo è già stato estirpato, come nel caso di mio padre, a titolo preventivo nei confronti di recidive e metastasi, nonché nei confronti di nuovi primitivi, che non possono mai essere esclusi.

Concretamente, i dati più importanti degli esami appena svolti sono i seguenti:

Sangue

CEA: 0,95 ng/ml (rif.: 0,0 – 3,0)
CA 19-9: 5,4 U/ml (rif.: 0 – 35)


Quindi possiamo dire che i famigerati marker tumorali sono praticamente nulli.

Tutti gli altri valori rilevati, relativi soprattutto alla funzionalità epatica e del sistema immunitario, sono sostanzialmente nella norma, con solo un paio di valori “borderline” qua e là, praticamente inevitabili in un soggetto di 81 anni e mezzo.

Anche la V.E.S. è nella norma: 14 mm (rif.: max. 15),
così come la proteina C-reattiva: 0,28 mg/dl (rif.: max. 0,75).

In questa tornata sono stati eseguiti anche RX torace ed eco-addome. I referti dicono quanto segue:

RX torace

“Rispetto al precedente del dicembre 2013, il quadro radiografico risulta invariato. In particolare […] senza franchi addensamenti parenchimali a focolaio né versamento pleurico in atto.”

Ecografia addome superiore

Allo stato attuale non si rilevano lesioni focali solide. [...] Reperti di normalità ad entrambi i reni. [...]”

Ennesimo sospiro di sollievo da parte nostra, che per fortuna ormai sta diventando un'abitudine. Anche la visita di controllo dall'oncologo sta diventando una “piacevole” abitudine: entrare, sedersi, presentare i referti, sentirsi dire che va tutto bene (e trattenersi dal rispondere che, se fosse stato per loro, molto probabilmente le cose non andrebbero altrettanto bene, o sbaglio?), breve visita di mio padre, salutare, uscire. Dieci minuti in tutto. Ormai saremo diventati gli idoli di tutti gli altri pazienti in attesa del loro turno, vista la rapidità con cui ci leviamo di torno.

Se qualcuno sta leggendo questo thread per la prima volta e desidera informarsi sul nostro “protocollo terapeutico”, lo invito a leggere il thread dall'inizio. Quasi tutte le informazioni necessarie vengono presentate e discusse nella successione dei vari post. Faccio notare che il regime alimentare che abbiamo fatto adottare a mio padre è decisamente poco severo e restrittivo: in caso di necessità, è certamente possibile incrementarne l'efficacia con alcuni, semplici accorgimenti aggiuntivi. Resto ovviamente a disposizione per eventuali domande e richieste di chiarimenti.
Ultima modifica: 30/03/2015 18:33 da Imhotep.
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Ringraziano per il messaggio: Cecilia, yagoo40, Hall, soani, betelgeuse, Midiclò, alpaluda, Laura80

Aggiornamenti marzo 2015 30/03/2015 21:21 #39055

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Ciao Imhotep,
ho sempre seguito e letto con attenzione la tua storia fin dall'inizio del tuo post.

Ti rinnovo i complimenti e l'ammirazione per la forza di tuo padre ma credo, soprattutto, tua e della famiglia tutta, per la scelta e la perseveranza nella lotta al tumore con metodi "non convezionali" (leggasi non commerciali - ricordiamoci sempre quanto costa un ciclo di chemio, please!).

Volevo farti una domanda da tempo: ma gli amici, i parenti meno stretti, i conoscenti o semplicemente gli altri malati di tumore che siano venuti a conoscenza della vostra avventura, bene, tra questi nessuno che ti abbia chiesto - magari in segreto o sottovoce - come fare per? nessuno che ti abbia letteralmente "sequestrato" per aiutarli od anche solo per ascoltarti dall'inizio alla fine?

E poi: ma quel dottore dal quale andate a fare i controlli di rito, che c...o vi racconta ancora senza arrossire e vergognarsi?
Ultima modifica: 30/03/2015 21:22 da yagoo40.
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Aggiornamenti marzo 2015 31/03/2015 23:51 #39090

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yagoo40 ha scritto:
Ciao Imhotep,
ho sempre seguito e letto con attenzione la tua storia fin dall'inizio del tuo post.

Ti rinnovo i complimenti e l'ammirazione per la forza di tuo padre ma credo, soprattutto, tua e della famiglia tutta, per la scelta e la perseveranza nella lotta al tumore con metodi "non convezionali" (leggasi non commerciali - ricordiamoci sempre quanto costa un ciclo di chemio, please!).

Volevo farti una domanda da tempo: ma gli amici, i parenti meno stretti, i conoscenti o semplicemente gli altri malati di tumore che siano venuti a conoscenza della vostra avventura, bene, tra questi nessuno che ti abbia chiesto - magari in segreto o sottovoce - come fare per? nessuno che ti abbia letteralmente "sequestrato" per aiutarli od anche solo per ascoltarti dall'inizio alla fine?

E poi: ma quel dottore dal quale andate a fare i controlli di rito, che c...o vi racconta ancora senza arrossire e vergognarsi?

Ciao Yagoo,
grazie per il tuo per certi versi spassoso intervento.

Chiarisco subito che non sono davvero il tipo da andare in giro vestito da santone ad imporre le mani sui malati per regalare loro un'immediata guarigione. :)

L'immagine è volutamente fumettistica, ma, limitandoci al suo aspetto più serio e reale, purtroppo non basta neppure offrire le proprie conoscenze, certamente limitate ma in compenso supportate da dati oggettivi (e non parlo di mio padre, che in quanto singolo soggetto è irrilevante ai fini di un approccio scientifico al problema) e dall'ausilio non indifferente della ragione. Decine di studi clinici ed epidemiologici letti da me personalmente, per non parlare delle centinaia che non ho letto, confermano senza la minima ombra di dubbio la devastante dannosità delle terapie oncologiche ufficiali e l'impellente necessità di cercare e possibilmente trovare delle soluzioni alternative.

Noi possiamo considerarci fortunati, perché finora le soluzioni alternative da noi scelte e messe in pratica, peraltro semplicissime e a basso costo, hanno dimostrato di funzionare egregiamente. Però si tratta di una fortuna che abbiamo dovuto guadagnarci sul campo, oserei dire persino meritata. E proprio qui sta il cuore del problema: in base alla nostra esperienza, è perfettamente inutile presentare i fatti a chi non è pronto ad accettarli. Il rifiuto di determinati concetti non è affatto razionale, e infatti nessuno degli scettici con cui uno si trova a parlare è in grado di fornire motivi razionali a supporto del suo scetticismo, bensì interamente basato sui due pilastri della MU: la paura, irrazionale per definizione, e la necessità psicologicamente fondata di inchinarsi di fronte ad una fonte di autorità riconosciuta nell'ambito della società in cui si vive. Quest'ultimo è un meccanismo innegabilmente utile in termini evoluzionistici, e ampiamente sfruttato per esempio da tutte le religioni della storia, ma si trasforma fin troppo facilmente in un ostacolo pressoché insormontabile per un gran numero di persone troppo deboli o troppo poco informate (o entrambe le cose) per poter mettere in discussione un'autorità di qualsivoglia genere.

Per tornare alle tue domande, posso dire che un nostro vantaggio è quello di essere estremamente riservati. Non è che, una volta ricevuta la diagnosi originaria, ci siamo messi a telefonare in giro ad amici e parenti per diffondere la notizia e, magari, ottenere un'inutile compassione. Questa forma di riservatezza, credetemi, aiuta molto. Purtroppo, infatti, la triste realtà è che “gli altri” hanno quasi sempre un effetto nocebo sul malato, in maniera estremamente acuta sul malato di cancro. In pratica, a parte mia madre e mia sorella, nessuno ha saputo niente fino ai primi esami di controllo, a marzo 2012, cinque mesi dopo l'intervento chirurgico. Volevamo essere assolutamente certi di non dover affrontare piagnistei e procacciatori di paure irrazionali oltre alla patologia in sé e per sé, che ci sembrava una sfida sufficiente per il momento. Una sfida che era necessario vincere.

Mia madre, se fosse stata presente, avrebbe rappresentato un grave ostacolo alla guarigione di mio padre. Non che sarebbe riuscita a fermare me e mia sorella dall'aiutare mio padre a mantenere la rotta, ma sarebbe stata una fastidiosa spina nel fianco e avrebbe avuto un potente effetto nocebo su di lui, con il suo continuo rimarcare la serietà della situazione, con i suoi dubbi sul percorso intrapreso e con il suo cieco asservimento a quello che l'autorità costituita le propina come verità. Fortunatamente, i miei sono separati da lungo tempo e mia madre, che è tedesca, è tornata a vivere in Germania, da dove non ha potuto fare grandi danni. Di mia sorella sapete.

Gli unici due amici stretti che mio padre aveva sono morti ambedue da più di vent'anni, decisamente troppo giovani. Non di infarto, né a causa di un incidente, né a seguito di un conflitto a fuoco. No: sono morti ambedue di cancro e chemioterapia. Come potete immaginare, non ci abbiamo messo molto a convincere mio padre che la MU non avrebbe potuto aiutarlo nella sua situazione! ;)
Come dicevo prima, il resto del parentado è stato tenuto all'oscuro il tempo necessario ad evitare troppe discussioni e conseguenze negative.

Quanto sia inutile dare consigli a chi non è pronto a cambiare radicalmente atteggiamento nei confronti dell'autorità costituita e a prendere in mano la responsabilità per la propria salute, mia sorella ed io abbiamo potuto sperimentarlo più volte. Per cui soprattutto io cerco di risparmiare il fiato per quanto mi riesce. In compenso il mio migliore amico, perfettamente al corrente di tutta la storia e delle nostre scelte, ha radicalmente cambiato le sue abitudini alimentari, ha velocemente perso i suoi chili in eccesso ed è diventato un salutista convinto. Anche lui, però, coltivava da tempo una visione estremamente critica del sistema medico-farmaceutico, a dimostrazione del fatto che uno deve essere pronto a cambiare prima ancora di entrare in contatto con le informazioni necessarie a cambiare effettivamente.


Ci tengo a rispondere anche alla tua ultima domanda, su cosa c...o hanno il coraggio di dirci durante le periodiche visite di controllo.

La risposta è semplice: niente, assolutamente niente! Intanto preciso che non si tratta di un dottore, ma di molti. Nel corso di sette visite di controllo semestrali, infatti, abbiamo avuto modo di conoscere (si fa per dire) ben sei diversi oncologi, uomini e donne. Non so se sia un'abitudine consolidata a livello generale, ma qui nell'ospedale della città in cui viviamo (si tratta di un piccolo centro, con un solo ospedale) non è previsto che il paziente oncologico sia seguito da un unico oncologo per tutta la durata del percorso. Sospetto, però, che tale regola valga solo per i “ribelli”, quelli che hanno rifiutato di lasciarsi imprigionare dal sistema. Per non parlare del “luminare” che ha tentato di convincerci ad accettare sei mesi di avvelenamento chemioterapico dopo l'intervento di emicolectomia. Quello non l'abbiamo più rivisto: immagino che il ruolo del capobanda si estrinsechi principalmente nella fase iniziale, quella dell'asserzione dell'autorità, per poi lasciare agli inferiori (come li chiamerebbe Fantozzi) la volgare quotidianetà.

Insomma, questi sempre nuovi espertoni di chemioterapia e radioterapia, ma per nulla esperti di salute, non hanno proprio niente da dire: intanto non conoscono la storia del paziente, che forse, dico forse, sarebbe un aspetto importante del percorso di guarigione. :? Una volta che scoprono, leggendo le carte, che il paziente ha rifiutato di lasciarsi soggiogare, gli esce un'espressione tra lo stupefatto e lo scandalizzato e ovviamente non hanno più il coraggio di aprire bocca. Cosa dovrebbero dire, di fronte a un paziente che è prova vivente del loro fallimento come medici? Io gliene sono grato, perché odio le situazioni conflittuali e gli scontri verbali, e, conoscendo mio padre, so che di fronte al minimo commento da parte del tizio o della tizia in camice bianco si infervorerebbe subito, avendo ormai acquisito un certo “odio” per la categoria, mettendomi così in serio imbarazzo. Io prima delle visite gli dico sempre: taci e fai finta di niente. Tanto noi non abbiamo nulla a che fare con loro: ci servono soltanto per farti prescrivere la prossima tornata di esami. Finora ne siamo usciti sempre senza danno (soprattutto i miei nervi)!
Ultima modifica: 01/04/2015 00:07 da Imhotep.
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Ringraziano per il messaggio: Cecilia, elena, Laura80, Marco R.

Aggiornamenti marzo 2015 01/04/2015 00:29 #39091

  • elena
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Condivido molto la tua idea di riservatezza, Imhotep. Già si è sottoposti all'effetto nocebo dei medici, se ci di mettono pure i parenti e gli amici è finita. Perché la chemio come idea annovera tanti assertori appecoronati alla paura e al l'autorità. E se questi sono parenti stretti ( io ho i miei genitori che sono così.. Ossequiosi con l'autorità medica) sentire tutto quello stracciarsi di vesti tanto inutile quanto, spesso, ipocrita ,dà la nausea e non aiuta per niente. ( ma è la manifestazione della loro paura che va in scena come suggeritore, ed è imbarazzante, perché tocca prendersi carico anche di queste sceneggiate, allora è meglio soprassedere e nn dire nulla, si risparmia energia.)
Quanto ai medici, Nicola, che vuoi che ammettano realtà per loro inconciliabili con la loro scienza antiquata? Preferiscono inventarsi realtà di comodo, spesso relate a immaginari trattamenti o alle loro operazioni chirurgiche, eseguite talmente bene che hanno messo la parola fine a dispetto delle loro statistiche truccate. Ma x uno che sfugge due rimangono invischiati... Pare una lotta senza quartiere, alla conquista di margini operativi significativi per rimanere sul mercato e vendere meglio i propri future...inondando il mercato persino con bisogni " particolari", come la richiesta di oncologia chirurgica preventiva alla Jolie.
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. Naturopata
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Aggiornamenti marzo 2015 22/08/2015 16:49 #42557

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Stasera, ho riletto per la seconda volta l'intera discussione: vorrei fare i miei complimenti a Imhotep ed alla sorella per la tenacia...
Ovviamente, i migliori auguri al papà...
www.alpaluda.com/20190501.htm

Non veniamo al mondo per lavorare o per accumulare ricchezza, ma per vivere: e di vita ne abbiamo solo una (José Mujica).
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