COLINA E INOSITOLO
Ambedue sono conosciuti come “vitamina B7” ed il loro fabbisogno è notevolmente elevato rispetto a quello delle altre vitamine del gruppo B: cioè di un grammo (ed anche di più) ogni giorno.
Sia la colina che l'inositolo hanno una grande importanza per metabolizzare i vari grassi esistenti in un organismo, compreso il colesterolo.
Prima di tutto nel sangue: in genere all'inizio (per due o tre mesi) si ha un innalzamento del colesterolo e dei lipidi (= grassi) nel sangue.
Ciò è dovuto al fatto che i depositi di colesterolo e di lipidi si sciolgono, si mobilizzano dalle pareti delle arterie dove sono depositati.
Con l'andare del tempo, a causa della loro escrezione e demolizione, se ne ha una vistosa caduta e la conseguente normalizzazione del loro tasso ematico.
Molto noto è l'effetto della diminuzione della steatosi: depositi di grasso nel fegato, che arrivano a comprometterne la funzionalità; anzi, la steatosi è un sintomo della carenza di colina e inositolo, che sono anche chiamati “fattori epatoprotettori”.
C'è chi dice che per questo scopo non servono a nulla: è gente che non ha mai capito che i fattori vitaminici e minerali hanno uno scarso effetto se usati da soli, anche se in dosi massicce. Un effetto completo lo si ha quando li si somministra in miscele bilanciate, con tutti gli altri elementi vitaminici e minerali.
Colina e inositolo hanno anche uno straordinario potere tonificante sul sistema immunitario.
Con esse si possono vincere persino delle infezioni batteriche e virali resistenti agli antibiotici, come capita per certe cistiti, enteriti, coliti.
Insieme ad altre sostanze si può aumentare il potere immunitario dell'organismo degli ammalati di fibrosi cistica (o mucoviscidosi) che così facilmente sono soggetti ad infezioni polmonari.
Integrare l'alimentazione con colina e inositolo limita la necessità del ricorso, per questi malati, a dosi massicce di antibiotici (da 7 a 15 gr. al giorno per lunghi periodi), e quindi rende meno probabile l'avvelenamento del fegato e la conseguente cirrosi cui questi sofferenti vanno facilmente soggetti, tanto più se si tiene conto che la colina e l'inositolo combattono la steatosi del fegato e la cirrosi.
Altro effetto poco conosciuto ma straordinariamente importante: la colina rafforza le arterie, le vene ed i capillari e rende meno probabili le emorragie al cervello, ai reni, allo stomaco, al fegato, al cuore ed alle capsule surrenali.
Per completare quest'opera di prevenzione sono necessarie come sostegno anche la vitamina C, la vitamina E, il selenio, il rame.
L'inositolo può essere usato a diversi dosaggi.
In una condizione di tipo tossico acuto (ad esempio dopo una intossicazione alimentare, dopo un pesante trattamento antibiotico o cortisonico, dopo l'anestesia per un intervento chirurgico o come spesso si fa, a cavallo e dopo un ciclo di trattamento di chemioterapia antitumorale, il dosaggio può essere variabile dai 3 ai 6 grammi al giorno. In genere si usano 3 o 4 compresse prima dei tre pasti, o comunque tre volte al giorno, per un totale di 10-12 compresse al giorno.
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