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OFFERTE DI PRODOTTI VIA MAIL O MP
In un forum che tratta di salute e malattie, può succedere che improvvisamente qualcuno offra la soluzione tanto agognata, via mail o via messaggio privato.
DIFFIDATE sempre, controllate, ricercate e chiedete. Chiedete ad altri foristi se per caso conoscono questo prodotto, chiedete se esistono dei test e delle testimonianze attendibili.
Speranze e delusioni, vittorie e sconfitte, virtù e debolezze: in questa area del forum si parla di esperienze vissute, storie reali di vita vissuta che toccano il cuore o che sorridere, storie che fanno piangere, storie che fanno riflettere... storie della nostra vita.
amato Guarigioni!
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11 Anni 10 Mesi fa - 11 Anni 10 Mesi fa #33717
da elena
Risposta da elena al topic Guarito con artemisia
In C¥|* al medico di base :evil: e al protocollo mondiale :evil:
Eh scusate ma quando ce vo, ce vo :lol:
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Ultima Modifica 11 Anni 10 Mesi fa da elena.
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11 Anni 10 Mesi fa #34107
da soani
Risposta da soani al topic Guarito con artemisia
Guarigione da sclerosi multipla con la cannabis terapeutica.
www.compressamente.blogspot.it/2014/11/g...multipla-con-la.html
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11 Anni 10 Mesi fa #34202
da Clara
Risposta da Clara al topic Guarito con artemisia
Di Vincenzo Brancatisano
MESSINA – 26 febbraio 2006 – I medici del Policlinico di Catania avevano deciso, nel 1999, quando aveva appena due mesi di vita, di amputargli la gamba destra e una parte del bacino per salvargli la vita da un "fibrosarcoma congenito maligno". La chemioterapia non aveva arrestato il cancro, che invece continuava a correre e di fronte alla triste prosepettiva i genitori del piccolo, nato già col cancro, si rifiutarono e lo affidarono al professor Luigi Di Bella. Oggi il bambino ha 7 anni e gioca a centrocampo nei pulcini del Messina Calcio, e ha segnato 58 goal "nelle partitelle che facciamo tra di noi", ci rivela lui. Che ammette: «Ammiro il difensore Alessandro Parisi». Il nostro giornale s'era occupato nell'autunno del 2002 di questo caso. In quei giorni il piccolo Filippo – lo chiamiamo così per tutelarne la riservatezza – era stato portato dai genitori a Modena da Di Bella, che s'era detto soddisfatto per le condizioni del piccolo. Dalla cartella clinica, redatta dai medici ospedalieri siciliani, emerge l'efficacia, anche in questo caso, di una cura che, ad onta della bocciatura della comunità scientifica, continua a far parlare di sé. Ecco cosa si legge in alcuni stralci di una lettera del Policlinico etneo spedita il 9 marzo 1999 alla Cattedra di Chirurgia Pediatrica di Padova per un parere urgente: "Il piccolo, come da protocollo RMS 96, ha eseguito la chemioterapia VA per 4 settimane (4 dosi di vincristina e 2 di actinomicina-D) dal 4 al 25 febbraio. Quindi il 5 marzo una ecografia addome ha indicato che la lesione non è regredita di volume, ma piuttosto mostra un lievissimo aumento di dimensioni. Pertanto riteniamo che a questo punto vada valutata la operabilità della lesione". Da Padova il 16 marzo rispondono che "si tratta di un caso veramente difficile" e che "sarebbe necessaria un'emipelviectomia che ci sembra veramente troppo pesante". Si pensa pure a un'alternativa all'amputazione, e cioè a "un intervento di asportazione della massa che potrebbe comunque comportare degli esiti funzionalmente mutilanti: il tumore infatti sembra inglobare i vasi femorali e il nervo femorale e la lesione di quest'ultimo comporterebbe un'impotenza notevole del quadricipite". Ma in definitiva, si legge nella lettera, "questa chirurgia ci sembra comunque che rappresenti la strada da percorrere inizialmente".
La mamma si trova subito d'accordo col papà: quell'amputazione la eviteremo e ci affideremo alla cura Di Bella. Racconta: «Abbiamo conosciuto il dottor Giovanni Calogero che ha seguito il bambino già dall'inizio e il professor Di Bella che lo ha visitato quando è venuto a Messina al liceo che aveva frequentato da ragazzo. Abbiamo fatto la cura giorno per giorno a costo di sacrifici economici. Su mio figlio ha funzionato, spero che funzioni anche su altri pazienti».
è significativa la cadenza dei referti ecografici rilasciati dall'Istituto Ortopedico del Mezzogiorno d'Italia "Scalabrino" di Messina. Il tumore, che era di 45 mm, il 1 dicembre 1999 è sceso a 35. Il 15 marzo 2000 è sceso a 29 mm. Il 22 maggio 2000 è a 24 mm, che diventano 22,7 il 9 ottobre 2000; 18 mm il 12 marzo 2001; 12 mm il 1 novembre 2001. Si legge nella cartella clinica redatta dal Policlinico di Messina l'8 febbraio 2002 che il bambino, affetto da "fibrosarcoma congenito maligno", "ha eseguito ciclo di chemioterapia senza ottenere risultati. Rivoltosi al professor Di Bella ha iniziato omonima terapia e a tutt'oggi la massa si è ridotta dai 4,5 cm originali ai 12 mm odierni".
In realtà poteva trattarsi dei segni di una cicatrice. Leggiamo infatti nel successivo referto del 2 dicembre 2002 che "la formazione ovoidale di 10 mm di diametro" "è compatibile con fibrosi cicatriziale". L'ultimo referto è del 4 settembre 2004. L'Azienda ospedaliera universitaria "Martino" di Messina scrive: "Alla nascita viene fatta diagnosi di fibrosarcoma alla coscia destra: ha eseguito ciclo chemioterapico per circa 2 mesi senza alcun beneficio. Per tale motivo i genitori del piccolo hanno deciso di effettuare una terapia alternativa a base di melatonina, somatostatina (terapia Di Bella) con graduale regressione della massa tumorale".
Conclusioni: "Dimettiamo il piccolo in data odierna in buone condizioni generali e lo riaffidiamo alle cure del pediatra curante". La dottoressa catanese Teresa Palermo ha seguito passo passo il piccolo da quando la famiglia ha iniziato a ritirare i farmaci galenici della cura Di Bella presso la propria farmacia ed è testimone anche in questo caso specifico dell'efficacia della cura. Certo, in assenza della loro pubblicazione su riviste scientifiche, le tante testimonianze che pure raccontiamo ispirandoci al contenuto delle cartelle cliniche, servono a poco. Ma dovrebbero spingere le autorità a riaprire il caso Di Bella.
MESSINA – 26 febbraio 2006 – I medici del Policlinico di Catania avevano deciso, nel 1999, quando aveva appena due mesi di vita, di amputargli la gamba destra e una parte del bacino per salvargli la vita da un "fibrosarcoma congenito maligno". La chemioterapia non aveva arrestato il cancro, che invece continuava a correre e di fronte alla triste prosepettiva i genitori del piccolo, nato già col cancro, si rifiutarono e lo affidarono al professor Luigi Di Bella. Oggi il bambino ha 7 anni e gioca a centrocampo nei pulcini del Messina Calcio, e ha segnato 58 goal "nelle partitelle che facciamo tra di noi", ci rivela lui. Che ammette: «Ammiro il difensore Alessandro Parisi». Il nostro giornale s'era occupato nell'autunno del 2002 di questo caso. In quei giorni il piccolo Filippo – lo chiamiamo così per tutelarne la riservatezza – era stato portato dai genitori a Modena da Di Bella, che s'era detto soddisfatto per le condizioni del piccolo. Dalla cartella clinica, redatta dai medici ospedalieri siciliani, emerge l'efficacia, anche in questo caso, di una cura che, ad onta della bocciatura della comunità scientifica, continua a far parlare di sé. Ecco cosa si legge in alcuni stralci di una lettera del Policlinico etneo spedita il 9 marzo 1999 alla Cattedra di Chirurgia Pediatrica di Padova per un parere urgente: "Il piccolo, come da protocollo RMS 96, ha eseguito la chemioterapia VA per 4 settimane (4 dosi di vincristina e 2 di actinomicina-D) dal 4 al 25 febbraio. Quindi il 5 marzo una ecografia addome ha indicato che la lesione non è regredita di volume, ma piuttosto mostra un lievissimo aumento di dimensioni. Pertanto riteniamo che a questo punto vada valutata la operabilità della lesione". Da Padova il 16 marzo rispondono che "si tratta di un caso veramente difficile" e che "sarebbe necessaria un'emipelviectomia che ci sembra veramente troppo pesante". Si pensa pure a un'alternativa all'amputazione, e cioè a "un intervento di asportazione della massa che potrebbe comunque comportare degli esiti funzionalmente mutilanti: il tumore infatti sembra inglobare i vasi femorali e il nervo femorale e la lesione di quest'ultimo comporterebbe un'impotenza notevole del quadricipite". Ma in definitiva, si legge nella lettera, "questa chirurgia ci sembra comunque che rappresenti la strada da percorrere inizialmente".
La mamma si trova subito d'accordo col papà: quell'amputazione la eviteremo e ci affideremo alla cura Di Bella. Racconta: «Abbiamo conosciuto il dottor Giovanni Calogero che ha seguito il bambino già dall'inizio e il professor Di Bella che lo ha visitato quando è venuto a Messina al liceo che aveva frequentato da ragazzo. Abbiamo fatto la cura giorno per giorno a costo di sacrifici economici. Su mio figlio ha funzionato, spero che funzioni anche su altri pazienti».
è significativa la cadenza dei referti ecografici rilasciati dall'Istituto Ortopedico del Mezzogiorno d'Italia "Scalabrino" di Messina. Il tumore, che era di 45 mm, il 1 dicembre 1999 è sceso a 35. Il 15 marzo 2000 è sceso a 29 mm. Il 22 maggio 2000 è a 24 mm, che diventano 22,7 il 9 ottobre 2000; 18 mm il 12 marzo 2001; 12 mm il 1 novembre 2001. Si legge nella cartella clinica redatta dal Policlinico di Messina l'8 febbraio 2002 che il bambino, affetto da "fibrosarcoma congenito maligno", "ha eseguito ciclo di chemioterapia senza ottenere risultati. Rivoltosi al professor Di Bella ha iniziato omonima terapia e a tutt'oggi la massa si è ridotta dai 4,5 cm originali ai 12 mm odierni".
In realtà poteva trattarsi dei segni di una cicatrice. Leggiamo infatti nel successivo referto del 2 dicembre 2002 che "la formazione ovoidale di 10 mm di diametro" "è compatibile con fibrosi cicatriziale". L'ultimo referto è del 4 settembre 2004. L'Azienda ospedaliera universitaria "Martino" di Messina scrive: "Alla nascita viene fatta diagnosi di fibrosarcoma alla coscia destra: ha eseguito ciclo chemioterapico per circa 2 mesi senza alcun beneficio. Per tale motivo i genitori del piccolo hanno deciso di effettuare una terapia alternativa a base di melatonina, somatostatina (terapia Di Bella) con graduale regressione della massa tumorale".
Conclusioni: "Dimettiamo il piccolo in data odierna in buone condizioni generali e lo riaffidiamo alle cure del pediatra curante". La dottoressa catanese Teresa Palermo ha seguito passo passo il piccolo da quando la famiglia ha iniziato a ritirare i farmaci galenici della cura Di Bella presso la propria farmacia ed è testimone anche in questo caso specifico dell'efficacia della cura. Certo, in assenza della loro pubblicazione su riviste scientifiche, le tante testimonianze che pure raccontiamo ispirandoci al contenuto delle cartelle cliniche, servono a poco. Ma dovrebbero spingere le autorità a riaprire il caso Di Bella.
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- Cecilia
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11 Anni 9 Mesi fa - 11 Anni 9 Mesi fa #35976
da Cecilia
Risposta da Cecilia al topic Guarita con metodo Simoncini
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