questo signore evidentemente è stato oltre l'oracolo imposto comunemente, ovvero che se la medicina ufficiale, toglie la speranza allora "non c'è niente da fare",
sicuramente la sua forza ha contribuito,
ma quello che ha contribuito è stata anche la dieta vegetariana (ha eliminato carne e latticini=il cui danno io osservo non è sviluppato per esempio nei cinesi o gli indiani, popoli che con i latticini nell'alimentazione hanno pressochè nessun contatto) e gli integratori usati
qualcuno, che già aveva detto che non aveva speranza, evidentemente quando dice che allora è stato un caso, o che statisticamente non vale, dimentica di avere affermato che nulla poteva salvarlo
io voglio pensare anche alla fede che viene originata concomitatamente ai rimedi chemioterapici,
adesso penso che bisogna averla veramente forte, fortissima, inconsuetissima per superare anche il danno chemioterapico
d'altronde si dice non buttate giù chi fa la chemioterapia, ma evidentemente la fede nella guarigione non rientra nei protocolli e nei calcoli della medicina ufficiale,
so che nessuno può misurarla
si dà sempre un giudizio dal risultato, tipo: "grande fede di volere guarire" o "si è buttato giù"...
quando NON SI SA NEMMENO su quanto la malattia, psicologicamente, interessa!
mentre ultime ricerche hanno stabilito che nei trattamenti chemioterapici il limitare il danno alle cellule sane fa aumentare la forza di quelle cattive, mi soffermerei sull'ideologia del trattamento chemioterapico: come in una guerra si bombarda il nemico con i propri soldati sul fronte, seppure con le tecniche un poco discriminanti, ultimamente, le quali, come ho già citato: non servono: il bene e il danno chemioterapici non sono immediatamente al conto futuro dell'organismo...