- Messaggi: 2974
- Ringraziamenti ricevuti 1683
OFFERTE DI PRODOTTI VIA MAIL O MP
In un forum che tratta di salute e malattie, può succedere che improvvisamente qualcuno offra la soluzione tanto agognata, via mail o via messaggio privato.
DIFFIDATE sempre, controllate, ricercate e chiedete. Chiedete ad altri foristi se per caso conoscono questo prodotto, chiedete se esistono dei test e delle testimonianze attendibili.
Domanda Vaccino per le malattie autoimmuni, dr. Roudier
- Clara
-
Autore della discussione
- Offline
- Platino Utente
-
RIFLESSIONI SUL TRATTAMENTO DELLA RETINITE PIGMENTOSA
“ Sono venuto da lei per un reumatismo al ginocchio, mentre la mia Retinite Pigmentosa è seguita da uno specialista”. Così iniziò la prima visita di un paziente che entrò nel mio studio sostenuto da un ragazzino e da un bastone.
Il suo gruppo HLA comportava un Marker B35, il reumatismo era iniziato in seguito ad una serie di infezioni dentarie , e malgrado la rimozione delle infezioni ai denti , l’artrite post-streptococco continuava a progredire.
Qualche settimana d’immuno-protezione dei markers HLA permisero di ridurre i problemi reumatici , quindi potei dare al paziente il necessario per proseguire, a casa sua, il trattamento per circa otto/dieci mesi.
E dimenticavo questo incontro…….
Una telefonata mi ricordò questo caso:
Un collega oculista aveva rivisto il paziente affetto da retinite pigmentosa.
Aveva constatato che l’acuità visiva del paziente non era cambiata dall’esame precedente.
Questo lo stupiva, dato che il deterioramento della vista era stato fino ad allora piuttosto rapido.
Il mio collega mi chiese quindi ( dato che fra un esame e l’altro io avevo rivisto il paziente) se il trattamento del reumatismo poteva migliorare anche la retinite.
Non me lo sarei mai immaginato!
La Retinite Pigmentosa è una malattia famigliare, genetica, ereditaria; mi sembrava legata ad una mutazione del genoma, e il mio trattamento d’immuno-protezione dei Markers HLA, era incapace di riparare una deterioramento del DNA cromosomico.
Ciononostante, per prudenza, rinnovai il trattamento per altri sei mesi al paziente e gli chiesi degli esami supplementari.
Gli esami delle Sottopopolazioni Linfocitarie mostravano un sistema immunitario aggressivo, con un rapporto T8 Citotossici/ T8 Inibitori e T4 Helpers/ T4 Inducers molto superiore alla noma.
Da qualche anno avevo un altro giovane paziente affetto da Retinite Pigmentosa, la sua acuità visiva declinava malgrado fosse seguito da uno specialista. (fino ad allora si rivolgeva a me solo per delle ricette di certe vitamine).
Lo contattai e gli proposi la stessa esperienza della protezione dei markers HLA, per sei mesi e con due esami oftalmici, all’inizio e alla fine del semestre . Gli chiesi anche gli esami delle Sottopopolazioni Linfocitarie.
Il risultato mi mise in un bell’imbarazzo.
1. Il sistema immunitario era nuovamente molto aggressivo.
2. Il secondo esame oftalmico mostrava che l’acuità visiva era rimasta costante fra i due esami specialistici.
E dato che i problemi non arrivano mai da soli, un paziente, con una Miotonia di Steinert, mi chiese consiglio.
Gli proposi timidamente la mia immuno-modulazione. Dalle prime iniezioni la stanchezza regredì . Continuò il trattamento a casa e lo rinnovai ogni sei mesi. (l’ultimo rinnovo risale a qualche giorno fa ed il risultato continua ad essere entusiasmante).
Il problema di una terapia efficace ed inspiegabile mi accompagna da una ventina d’anni.
Attualmente ho una quindicina di pazienti affetti da Retinite Pigmentosa che sono stabili.
Tutti hanno la stessa iperattività immunitaria.
Ciò mi porta alla seguente interpretazione:
Se la mutazione originale provoca un'alterazione che non influisce sulla parte del genoma che codifica l'attività biologica della molecola, ma solo la parte attiva di questo ambiente, la molecola in questione, pur conservando la sua attività biologica, può cambiare aspetto.
E' possibile che questo cambiamento del contesto del sito attivo porti il sistema immunitario a non riconoscere la molecola mutata come parte del "se stesso biologico".
Questo potrebbe essere all’origine dell’ iperattività immunitaria rilevata.
Ed è facile porre rimedio a questa situazione.
E’ quello che ingenuamente mi pare di avere fatto.
Dr Robert Roudier, Maggio 2012
Si prega Accesso o Crea un account a partecipare alla conversazione.
- Luceblu
-
- Offline
- Giovane Utente
-
- Messaggi: 35
- Ringraziamenti ricevuti 8
Non capisco però cosa accadrà poi quando il dott. Roudier non li farà più questi vaccini...a chi lascia la sua eredità e sapere?
un'altro dubbio è...se la diagnosi non è certa come fa a trovare il vaccino giusto? solo dalle analisi che fa effettuare?
a presto.
Si prega Accesso o Crea un account a partecipare alla conversazione.
- Clara
-
Autore della discussione
- Offline
- Platino Utente
-
- Messaggi: 2974
- Ringraziamenti ricevuti 1683
Il siero dipende dalle analisi che si portano, la cosa che invece va trovata pian piano è il dosaggio ideale per ciascuno, per questo occorrono diverse volte, e questa è laparte più brigosa, io sono dovuta anadare a S.Marino ben 12 volte.
Ma a volte sono sufficienti solo 5 incontri. Dipende.
Si prega Accesso o Crea un account a partecipare alla conversazione.
- Luceblu
-
- Offline
- Giovane Utente
-
- Messaggi: 35
- Ringraziamenti ricevuti 8
Si prega Accesso o Crea un account a partecipare alla conversazione.
- Stefano59
-
- Nuovo Utente
-
- Ringraziamenti ricevuti 0
Si prega Accesso o Crea un account a partecipare alla conversazione.
- Clara
-
Autore della discussione
- Offline
- Platino Utente
-
- Messaggi: 2974
- Ringraziamenti ricevuti 1683
Si prega Accesso o Crea un account a partecipare alla conversazione.