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ARGOMENTO: Quaderno scienza vegetariana

Quaderno scienza vegetariana 08/11/2016 21:44 #50820

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www.scienzavegetariana.it/download/quaderno-ssnv-2016-11.pdf

Il link permette di scaricare gratuitamente l'ultimo numero del quaderno di scienza vegetariana.
Ci sono articoli interessanti, come quello sugli omega 3 del pesce... ;)
Per ogni articolo trovate poi i link con le fonti originali.
Buona lettura! :)
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Quaderno scienza vegetariana 21/11/2016 19:02 #51085

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Laura80 ha scritto:
www.scienzavegetariana.it/download/quaderno-ssnv-2016-11.pdf

Il link permette di scaricare gratuitamente l'ultimo numero del quaderno di scienza vegetariana.
Ci sono articoli interessanti, come quello sugli omega 3 del pesce... ;)
Per ogni articolo trovate poi i link con le fonti originali.
Buona lettura! :)

Ciao Laura, ho avuto modo di leggere l'articolo sugli Omega 3 e dico la mia:

lo vedo un articolo "di parte".. da una rivista "vegetariana" me lo aspettavo e di certo non si leggeranno mai articoli a favore di un derivato di origine animale! :unsure:
Chi dice che l'aterosclerosi trovata nelle mummie Eschimesi non sia attribuita ad altri fattori piuttosto che agli Omega3?! Ad esempio alla dieta povera di vegetali.. e a qualche conseguente carenza vitaminica data da una dieta alimentare non certo variegata, chi lo può dire? A maggior ragione quando ci sono diversi studi che attestano l'efficacia degli acidi grassi Omega 3 a fronte di quanti studi e ricerche sulla dannosità degli stessi?

Riporto di seguito un recente studio americano a favore:

Fonte: www.huffingtonpost.it/2016/10/26/infarto...ga-3_n_12652750.html

"Non solo prevenzione. Gli acidi grassi Omega 3, oltre a proteggere il cuore dal rischio di infarto del miocardio, sarebbero efficaci anche nel post-evento. Aiuterebbero cioè, assunti quotidianamente, a ridurre gli esiti cicatriziali favorendo anche il miglior pompaggio del sangue. Sono i risultati di uno studio condotto dal Brigham and Women’s Hospital di Boston, negli Stati Uniti, pubblicati sulla rivista Circulation.

LO STUDIO - E’ innovativo: il primo ad aver valutato l’azione degli acidi grassi Omega 3 sul cuore infartuato. Sono ormai noti i benefici protettivi e preventivi derivanti dall’assunzione dell’olio di pesce sulla salute del muscolo cardiaco, specie se predisposto per familiarità o altra causa a eventi cardiovascolari. Ma dopo un infarto del miocardio? Un punto interrogativo che trova risposta in uno studio americano che ha preso in considerazione 360 pazienti infartuati suddividendoli in due gruppi, di cui il primo sottoposto a terapia con un integratore a base di omega-3, quattro dosi da un grammo ciascuna assunte quotidianamente, ed il secondo a un placebo: terapie, in entrambi i casi, già iniziate dal primo mese successivo al ricovero e proseguite per un intero semestre. Tutti i pazienti, inoltre, sono stati valutati con risonanza magnetica all’inizio e al termine dello studio, informati sul corretto stile di vita e monitorati nel tempo da un gruppo di specialisti.

I RISULTATI - A sei mesi dall’inizio della terapia con Omega-3, è stato possibile osservare una sensibile riduzione degli esiti cicatriziali (fibrosi) nella regione del cuore infartuata e un miglior pompaggio del sangue da parte del muscolo cardiaco. «A seguito di un infarto - ha spiegato Raymond Kwong, direttore della risonanza magnetica cardiaca del Brigham and Women’s Hospital - una parte del muscolo muore e la restante è costretta a compiere un extra lavoro per pompare il sangue, con la diretta conseguenza, per via delle condizioni di fragilità in cui la pompa cardiaca opera, di sviluppare cicatrici a livello dei tessuti. Nel corso del tempo questi due processi possono portare a insufficienza cardiaca, un rischio piuttosto comune fra gli infartuati, sebbene la sopravvivenza a un infarto sia oggi notevolmente migliorata grazie all’efficacia e al perfezionamento delle terapie». Inoltre lo studio avrebbe messo in evidenza che i pazienti che riuscivano ad assorbire meglio l’olio di pesce, ovvero mostravano livelli di omega 3 più elevati nel sangue, beneficiavano di una riduzione del 13% del residuo di sangue nel ventricolo sinistro rispetto alla media del 6% dei restanti pazienti, comunque trattati con omega-3.

MIGLIORA ANCHE IL RISCHIO DI RECIDIVE – L’assunzione di Omega-3 nel post infarto favorirebbe anche la riduzione del rischio di mortalità e di possibili recidive. Almeno stando ai risultati di uno studio pubblicato sull’American Journal of Cardiology. Sarebbe infatti emerso che l’assunzione di acidi grassi Omega-3 (PUFA n-3), integrati alla terapia di riferimento, può ridurre nell’arco dei 12 mesi successivi all’inizio della terapia le probabilità di un secondo evento cardiovascolare non letale, con una percentuale pari quasi al 35%, o di abbassare sensibilmente i decessi anche di oltre il 24%."
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Quaderno scienza vegetariana 25/11/2016 09:10 #51153

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Ciao Marco, l'articolo sulla rivista, per come l'ho capito io, mette in discussione l'utilità degli omega 3 DA OLIO DI PESCE nella prevenzione delle malattie cardiovascolari.

Alcuni autori, come Esselstyn, di cui abbiamo parlato molto in forum, mettono l'accento, per la prevenzione, sul corretto rapporto tra omega 6 e omega 3, completamente stravolto nell'alimentazione moderna, non certo per mancanza di omega 3 quanto per eccessivo introito di omega 6.

Quando ho avuto modo di confrontarmi col Dott. Pinelli per l'impostazione della dieta vegana di mio figlio, anche lui ha sottolineato l'estrema importanza di limitare le fonti di omega 6 nell'alimentazione.
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Quaderno scienza vegetariana 25/11/2016 10:20 #51154

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Laura80 ha scritto:

Quando ho avuto modo di confrontarmi col Dott. Pinelli per l'impostazione della dieta vegana di mio figlio, anche lui ha sottolineato l'estrema importanza di limitare le fonti di omega 6 nell'alimentazione.
Più che limitare le fonti di Omega 6, è corretto assicurare il giusto rapporto Omega 3/Omega 6, e l'unico modo di farlo senza privazioni è quello di aumentare gli Omega 3.

Che siano Omega 3 derivati dai semi di Chia oppure derivati da una bistecca di Foca monaca, il messaggio che quell'articolo ha fatto passare è l'inutilità degli Omega 3 nella prevenzione, poichè la maggior parte della gente associa Omega 3 al salmone, diciamoci la verità. In tanti non sono a conoscenza dell'origine anche vegetale di questa fonte di acidi grassi... ripeto, che siano Omega 3 derivati da pesce o da altro, sempre Omega 3 sono! E facendo l'esempio delle mummie Eschimesi ritrovate con ateriosclerosi, implicitamente hanno attribuito l'inutilità degli stessi. Ma da una rivista "vegetariana/vegana" c'era da aspettarselo quando l'articolo è rivolto a far presa sulla "massa". Ciao! :)
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Quaderno scienza vegetariana 25/11/2016 18:51 #51162

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Aumentare gli omega 3 non è la soluzione migliore rispetto alla "privazione".
Per questo citavo gli studi di Esselstyn, che parla dell'importanza di limitare gli omega 6 per prevenire e curare le patologie cardiocircolatorie più che integrare omega 3.
Gli studi sulle mummie eschimesi secondo me aiutano solo a capire che molti studi possono essere facilmente manipolati per affermare ciò che conviene alle industrie...meglio creare un mercato di integratori di omega 3 o favorire il consumo del pesce che consigliare di usare meno olio e meno grassi in generale... :evil:
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Quaderno scienza vegetariana 25/11/2016 19:12 #51164

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Laura80 ha scritto:
Aumentare gli omega 3 non è la soluzione migliore rispetto alla "privazione".
Per questo citavo gli studi di Esselstyn, che parla dell'importanza di limitare gli omega 6 per prevenire e curare le patologie cardiocircolatorie più che integrare omega 3.
Gli studi sulle mummie eschimesi secondo me aiutano solo a capire che molti studi possono essere facilmente manipolati per affermare ciò che conviene alle industrie...meglio creare un mercato di integratori di omega 3 o favorire il consumo del pesce che consigliare di usare meno olio e meno grassi in generale... :evil:

Non sono d'accordo.. se consideri il fatto che gli Omega 6 sono acidi grassi considerati essenziali! Perciò vanno introdotti con la dieta. E non vedo neanche il motivo per cui privarsi dei tanti effetti benefici degli Omega 6 (a volte risolutivi nei casi di: osteoporosi; acne; psoriasi; alta pressione sanguigna; artrite; ulcera; malattie infiammatorie; ecc.... ).

Nessuno mette in dubbio l'opinione di Esselstyn nel ridurre la dieta sbilanciata a favore delle fonti di Omega 6, ma perchè gli stra- obesi di Americani viaggiano a patatine fritte e ketchup.. Quello che è importante mantenere è il giusto "Rapporto Omega 3 - Omega 6" che è di 1:4, quando molto spesso è sbilanciato a favore degli Omega 6:

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[Fonte dalla quale è tratto il grafico: www.my-personaltrainer.it/alimentazione/...omega-3-omega-6.html]
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Ultima modifica: 25/11/2016 19:15 da Marco R..
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Quaderno scienza vegetariana 25/11/2016 21:59 #51172

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Sono d'accordo Marco, e' proprio questo rapporto che è fondamentale!
Semplicemente penso che per mantenerlo occorra rivedere l'introito di omega 6, non solo quello di omega 3... come peraltro evidenzia anche il tuo grafico :)
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Quaderno scienza vegetariana 26/11/2016 06:23 #51176

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Comunque, non è sempre facile mantenerli in giusto rapporto...
www.alpaluda.com/20190501.htm

Non veniamo al mondo per lavorare o per accumulare ricchezza, ma per vivere: e di vita ne abbiamo solo una (José Mujica).
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Quaderno scienza vegetariana 26/11/2016 15:32 #51182

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alpaluda ha scritto:
Comunque, non è sempre facile mantenerli in giusto rapporto...
Proprio per questo bisogna aumentare gli Omega 3 e ridurre gli Omega 6.
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