- Messaggi: 95
- Ringraziamenti ricevuti 0
OFFERTE DI PRODOTTI VIA MAIL O MP
In un forum che tratta di salute e malattie, può succedere che improvvisamente qualcuno offra la soluzione tanto agognata, via mail o via messaggio privato.
DIFFIDATE sempre, controllate, ricercate e chiedete. Chiedete ad altri foristi se per caso conoscono questo prodotto, chiedete se esistono dei test e delle testimonianze attendibili.
Domanda Alte dosi vit. D e protocollo Coimbra per autoimmuni
- Gr3zz0
-
- Offline
- Premium Utente
-
inoltre non vedo l utilità di fare lavoro alla sbarra tutti i giorni nelle sue condizioni, anche perchè falsa i risultati delle transaminasi, mi pare di capire dalle analisi ultime, che poi non son citate ma si parla solo di rientro nei parametri normali, che il suo organismo sia diventato anche immune al danno muscolare più di un atleta proffesionistico, mio parere eh
Si prega Accesso o Crea un account a partecipare alla conversazione.
- Clara
-
Autore della discussione
- Offline
- Platino Utente
-
- Messaggi: 2974
- Ringraziamenti ricevuti 1683
Comunque approfitto per postare il thread sulle testimoninaze di tanti che hanno intrapreso il protocollo Coimbra, chissà se leggerai...!
www.alleanzadellasalute.info/forum/Esper...itamina-d.html#32266
Si prega Accesso o Crea un account a partecipare alla conversazione.
- Gr3zz0
-
- Offline
- Premium Utente
-
- Messaggi: 95
- Ringraziamenti ricevuti 0
Si prega Accesso o Crea un account a partecipare alla conversazione.
- Gr3zz0
-
- Offline
- Premium Utente
-
- Messaggi: 95
- Ringraziamenti ricevuti 0
Clara ha scritto: Ecco che pian piano vieni allo scoperto, eh ma così ti rovini il gioco in poco tempo... :silly:
Comunque approfitto per postare il thread sulle testimoninaze di tanti che hanno intrapreso il protocollo Coimbra, chissà se leggerai...!
www.alleanzadellasalute.info/forum/Esper...itamina-d.html#32266
ritornando sul costruttivo, io non ho niente contro coimbra ne con chi testimonia positivamente sui protocolli, sono convinto del ruolo che ha la vitamina D3 e della sua importanza e da quel poco che ho letto siamo esattamente sulla stessa onda di pensiero su questo, ma la mia diffidenza o meglio dire prudenza mi fa guardare con sospetto dichiarazioni eccessive, così come guardo con sospetto chi presenta Verita con la V maiuscola, la conoscenza è un percorso lungo e molto complicato.
Si prega Accesso o Crea un account a partecipare alla conversazione.
- Clara
-
Autore della discussione
- Offline
- Platino Utente
-
- Messaggi: 2974
- Ringraziamenti ricevuti 1683
Bassi livelli di vitamina D e progressione dell'epatite C cronica, forte collegamento
18 luglio 2014
Bassi livelli di vitamina D nei pazienti con epatite C cronica sono associati a una maggiore probabilità di sviluppare fibrosi epatica avanzata. Questo risultato è stato pubblicato sulla rivista Hepatology in cui i ricercatori inoltre affermano che bassi livelli di vitamina D comportano anche una minore probabilità di raggiungimento della risposta virologica sostenuta dopo terapia con interferone peghilato alfa e ribavirina.
C'è una crescente evidenza che la vitamina D sia correlata alla patogenicità dell’epatite C cronica (Chc). Il recettore della vitamina D (Vdr) è ampiamente espresso nel fegato e la sua espressione e’ associata in maniera negativa con la severità della malattia epatica nei pazienti Chc. Inoltre, la vitamina D ha effetti antiproliferativi e antifibrotici a livello epatico e ha un ruolo come immuno modulatore nella riduzione dell’infiammazione e nell’innalzamento della risposta immunitaria protettiva. Quindi, potrebbe anche avere un potenziale terapeutico.
Nel sangue circola maggiormente sotto forma di 25 idrossivitamina D (25(OH)D) e la sua concentrazione nel plasma è un indicatore della sua quantità nell’organismo. Livelli inferiori a 25 nmol/L (10 ng/mL) indicano una deficienza di questa vitamina, mentre valori ottimali sono intorno alle 75 nmol/L (30 ng/mL).
L’associazione tra la carenza di vitamina D e l’infezione da Hcv è stata indagata in diversi studi portando a risultati spesso contrastanti.
Per tale motivo, i ricercatori del Centro Nazionale di Microbiologia dell’Istituto di Salute Carlos III di Madrid, hanno condotto un’ampia meta-analisi per dare una chiara risposta a questo collegamento che comporterebbe la progressione della fibrosi e un mancato raggiungimento della Svr.
In particolare, i ricercatori hanno analizzato la relazione tra lo stato della vitamina D e la fibrosi epatica avanzata (Alf) in pazienti CHC naïve al trattamento e la risposta virologica sostenuta (Svr) in pazienti con epatite C cronica in trattamento con interferone pegilato alfa e ribavirina (pegIFNα / ribavirina).
Sono stati considerati tutti studi eleggibili pubblicati fino ad aprile 2014 attraverso le banche dati PubMed, Scopus, Lilacs e la Cochrane Library. Gli studi considerati avevano effettuato una valutazione dei livelli di vitamina D nel plasma/siero collegati alla Alf e/o all’Svr.
In totale sono stati selezionati quattordici studi, 7 che consideravano l’ Alf (1.083 pazienti) e 11 per Svr (2672 pazienti).
L’analisi di questi dati ha indicato che quasi il 70% di tutti i pazienti avevano livelli di 25-idrossivitamina D (25 [OH] D) non ottimali (<20 ng / ml o <30 ng / mL), e quasi il 50% dei pazienti aveva livelli carenti di 25 (OH) D (<10 ng / mL o <20 ng / mL). I livelli di vitamina D erano più bassi nei pazienti coinfetti Hiv/Hcv (82.7% avevano livelli sub ottimali) rispetto ai pazienti mono infetti con Hcv (66.2%).
Per quanto concerne la fibrosi epatica, è stato mostrato che bassi di vitamina D erano collegati a una diagnosi di Alf; questa associazione era significativa considerando il cut-off di 10 ng/mL (OR=2.37 (95% CI=1.20, 4.72) e 30 ng/mL (OR=2.22 (95% CI=1.24, 3.97) e quasi-significativa con 20 ng/mL (OR=1.44 (95% CI=0.99, 2.12).
Per quanto riguarda la Svr, è stata trovata una significativa eterogeneità tra gli studi (p <0.001) e una significativa associazione con l’Svr con cut-off di vitamina D di 20 ng/mL (OR=0.53 (95% CI=0.31, 0.91). Quando l’analisi è stata condotta escludendo gli outlier, sono stati trovati degli OR significativi per tutti i pazienti (10 ng/mL; OR=0.48 95% CI=0.34, 0.67) e (20 ng/ml; OR=0.58 (95% CI=0.45, 0.76) e nello specifico per i pazienti GT1/4 (10 ng/mL (OR=0.53 (95% CI=0.34, 0.81) e 20 ng/mL (OR=0.54; 95% CI=0.39, 0.74).
In conclusione, i principali risultati di questa meta analisi sono: un’associazione significativa diretta tra concentrazione plasmatica della vitamina D e sua deficienza/insufficienza con la fibrosi epatica avanzata e una significativa associazione inversa tra bassi livelli di vitamina D e il raggiungimento della risposta virologica sostenuta in risposta al trattamento con interferone peghilato alfa e ribavirina. Questi risultati suggeriscono l'utilità dello screening dei livelli di vitamina D nei pazienti con infezione da HCV.
ALTRO STUDIO
www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/8755567?dopt=Abs
tract&holding=f1000,f1000m,isrctn
(1996)
L'encefalomielite autoimmune sperimentale (EAS) è un
a malattia autoimmune che si ritiene essere
un modello (animale) per la malattia umana sclerosi
multipla. (...) L’encefalomielite autoimmune
sperimentale è stata completamente prevenuta dalla
somministrazioe di 1,25-(OH)2D3.
1,25-(OH)2D3 ha potuto prevenire la progressione de
ll’EAS quando è stata somministrata
all’apparire dei primi sintomi di disabilità. L’int
erruzione della somministrazione della vitamina D
ha provocato una ripresa della progressione dell’EA
S.
Pertanto, il blocco da 1,25-(OH)2D3 è reversibile.
Una carenza di vitamina D ha aumentato la
suscettibilità a sviluppare EAS.
Perciò, 1,25-(OH)2D3 o i suoi analoghi sono potenzi
almente importanti per il trattamento della
sclerosi multipla.
Leggete anche questo studio:
www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/1705564?dopt=Abs
tract&holding=f1000,f1000m,isrctn
Si prega Accesso o Crea un account a partecipare alla conversazione.
- Clara
-
Autore della discussione
- Offline
- Platino Utente
-
- Messaggi: 2974
- Ringraziamenti ricevuti 1683
Ed ecco a voi il Dr. Augusto Pellegrini
Il dottor Augusto Pellegrini è un medico giovane, cardiochirurgo, che anni fa mi contattò per chiedermi aiuto, dato che anche lui aveva la rettocolite ulcerosa. Così lo indirizzai dal mio medico nutrizionista, il dottor Aronne Romano (di cui vi parlerò meglio in un prossimo post) e gli diedi alcune dritte personali. Stette molto meglio e da lì rimanemmo in contatto. Anche lui, però, continuava ad avere dei fastidi nonostante i miglioramenti. Essendo decisamente sveglio, appena pubblicai l'articolo su Coimbra mi scrisse che era interessato. Quindi, studiò tutto ciò che poté e si praticò alti dosaggi di vitamina D da solo, con successo. Per cui, anche lui viene da un'esperienza di malattia come noi e già segue da mesi il protocollo. C'è da dire che Coimbra gli ha confermato il dosaggio che si era prescritto da solo. Augusto a parte, se ci sono medici di cui mi fido, sono quelli che hanno battuto strade alternative per curare loro stessi e che poi ripropongono ai loro pazienti le scoperte fatte. Non possono che essere empatici e particolarmente sensibili a certe problematiche.
Sottolineo che il training fatto da questi medici li ha preparati a occuparsi del sistema immunitario e a far sì che torni a funzionare nel modo corretto, per cui la loro specializzazione è un aspetto secondario. Per capirci, non serve un neurologo per la sclerosi multipla, un gastroenterologo per il morbo di Crohn e così via. Vi sembra una bestemmia? Sinceramente a me sembra assurdo che i medici di oggi abbiano perso totalmente di vista il paziente nel suo complesso e si continuino a occupare di un singolo organo o sistema, coi risultati disastrosi che conosciamo. Servono medici che abbiano una visione d'insieme, su questo non c'è più dubbio. Naturalmente non parlo di chirurghi che salvano vite umane ed è bene che siano iper specializzati, ma di chi dovrebbe tornare a imparare a curare i pazienti che hanno, per esempio, l'asma, sapendo che il microbiota intestinale ha un ruolo fondamentale in questa malattia e quindi l'alimentazione ha un peso determinante
Si prega Accesso o Crea un account a partecipare alla conversazione.