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Importante La guarigione di Feux...

  • Clara
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11 Anni 7 Mesi fa #37639 da Clara
Risposta da Clara al topic tintura madre di rosmarino
Feux aveva scritto

Ho ripreso a sognare una piccola barca a vela che mi faccia navigare senza pensare ai rimedi, alle terapie, alle malattie. Solo acqua sole cielo e immersioni, come ai bei tempi. Un paio di settimane fa, quando è cominciato questo sogno, è iniziata anche la mia guarigione. E' la mia malattia che me lo chiede. E' come se mi avesse detto: ricomincia a sognare. Ci riprovo.


Io avevo risposto

Ma che bello vederti ritornare in barca...A volte per trovare una barca così ci si deve davvero fare il mazzo


E volevo dire che a volte per trasformare la propria fragilità in forza occorre passare per terre impervie, volevo dire che dall'errare anche più volte in vagabondaggi disorientati possono nascere grandi cose. Non si può dire quante volte sia necessario ripetere il giro, per ciascuno di noi è differente.
Gli inferni sono spesso delle incredibili scuole di cui abbiamo bisogno per capire che non ne abbiamo più bisogno, che se ne può fare a meno. :)

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11 Anni 7 Mesi fa #37642 da Imhotep
Risposta da Imhotep al topic tintura madre di rosmarino
Ciao Feux/Vittorio,

era un po' che non visitavo il tuo thread (anche perché per parecchio tempo non c'erano state novità) e solo oggi l'ho nuovamente aperto, trovandovi uno scambio abbastanza acceso tra te da una parte, Elena e Cecilia dall'altra. Intanto, ti ringrazio per la citazione, perché mi fa pensare che non tutte le mie parole, basate tanto sullo studio quanto sull'esperienza, siano vane:

A chi si trovasse nella mia situazione, oggi direi le stesse parole che mi disse Himotep: non fate la chemio terapia, vi rincoglioniscono e basta. Ci sono oggi protocolli naturali che rappresentano una via di "salvezza" migliore e più dignitosa.


Non intendo entrare nel merito della polemica: le mie idee si conoscono, per cui è scontato che non possa approvare un ciclo di chemio da nove sedute "all'inferno" (parole tue). Ci tengo però a precisare che condannare la chemioterapia, almeno per me, non equivale a condannare i pazienti che si lasciano convincere a sottoporvisi. I pazienti sono le vittime, non i colpevoli. Ripensando al percorso di mio padre, non posso fingere di non sapere che, se non avesse avuto due figli già in partenza estremamente scettici sulle terapie oncologiche, con inoltre sia la capacità che la volontà di mettersi a studiare seriamente il problema, non avrebbe avuto altra scelta che quella di affidarsi ai camici bianchi con le loro false convinzioni. Con questo voglio dire che posso comprendere perfettamente il travaglio di cui parli: l'intera società è perfettamente ammaestrata a considerare chi rifiuta le cure oncologiche ufficiali alla stregua di un traditore dell'ordine costituito. "Ma come, esistono queste meravigliose cure scientificamente supportate e sviluppate con grande sacrificio da case farmaceutiche che operano al limite della filantropia, per di più addirittura fornite gratuitamente dal SSN, e tu osi rifiutarle? Come ti permetti? Non sai che così facendo metti a rischio niente meno che la tua stessa vita? E ai tuoi cari non ci pensi?" Pronto... c'è nessuno in casa (nel cervello)? Mi hanno appena diagnosticato un cancro, la mia vita è già a rischio!

Non posso esimermi, a questo punto, dal citare l'insuperabile Meister Eckhart, importantissimo teologo, predicatore e professore universitario domenicano, nonché mistico eccelso, contemporaneo di Dante, che apostrofò gli inquisitori che intendevano processarlo a causa di alcune sue proposizioni controverse nel modo seguente: rudes, imperiti, tardi (liberamente tradotto: rozzi, ignoranti, imbecilli), gente che taccia di eresia quello che non comprende.

Una colpa, caro Vittorio, ce l'hai, ma è una colpa che hai con te stesso, non con me, né, a mio parere, con chiunque altro: le cose le sapevi, contrariamente alla stragrande maggioranza dei pazienti oncologici, che finiscono nel tritacarne senza neanche rendersi conto di cosa stia succedendo. E la tua pretesa di certezze, perdonami, era del tutto irrazionale, nonché impossibile da realizzare, e aveva tanto il sapore di una richiesta proveniente da quello che tu chiami con insistenza "il tuo mondo". Ripeto che posso capire quali e quante siano le pressioni a cui le persone a noi più vicine (i cosiddetti affetti) sono in grado di sottoporci. Ma, allorquando il "nostro mondo" ci spinge alla tomba più rapidamente e più dolorosamente di quanto sia necessario, di quanto noi sappiamo essere possibile, credo arrivi un momento in cui gli appartenenti a questo "nostro mondo" debbano essere messi di fronte a una scelta precisa: sostenerci nelle nostre scelte con il loro affetto e la loro comprensione, oppure andare a farsi fottere.

Un saluto, un abbraccio e un in bocca al lupo da parte mia.
I seguenti utenti hanno detto grazie : yagoo40, elena, miciofelix

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  • Cecilia
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11 Anni 7 Mesi fa #37666 da Cecilia
Risposta da Cecilia al topic tintura madre di rosmarino
Ben ritrovato Imhotep :)


leggendo il tuo post e il nome di Meister Eckhart mi é venuto in mente un altro Eckhart, Eckhart Tolle, da molti ritenuto come un grande filosofo contemporaneo, in questo video si possono leggere alcuni dei suoi pensieri, chi ha tempo e voglia puó darci uno sguardo e ... chi lo sá?! magari puó trovarci un paio di risposte interessanti.

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  • feuxdartifice
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11 Anni 6 Mesi fa - 11 Anni 6 Mesi fa #38020 da feuxdartifice
Risposta da feuxdartifice al topic tintura madre di rosmarino

Imhotep ha scritto: Ciao Feux/Vittorio,

Ci tengo però a precisare che condannare la chemioterapia, almeno per me, non equivale a condannare i pazienti che si lasciano convincere a sottoporvisi. I pazienti sono le vittime, non i colpevoli. Ripensando al percorso di mio padre, non posso fingere di non sapere che, se non avesse avuto due figli già in partenza estremamente scettici sulle terapie oncologiche, con inoltre sia la capacità che la volontà di mettersi a studiare seriamente il problema, non avrebbe avuto altra scelta che quella di affidarsi ai camici bianchi con le loro false convinzioni. Con questo voglio dire che posso comprendere perfettamente il travaglio di cui parli: l'intera società è perfettamente ammaestrata a considerare chi rifiuta le cure oncologiche ufficiali alla stregua di un traditore dell'ordine costituito. "Ma come, esistono queste meravigliose cure scientificamente supportate e sviluppate con grande sacrificio da case farmaceutiche che operano al limite della filantropia, per di più addirittura fornite gratuitamente dal SSN, e tu osi rifiutarle? Come ti permetti? Non sai che così facendo metti a rischio niente meno che la tua stessa vita? E ai tuoi cari non ci pensi?" Pronto... c'è nessuno in casa (nel cervello)? Mi hanno appena diagnosticato un cancro, la mia vita è già a rischio!

Non posso esimermi, a questo punto, dal citare l'insuperabile Meister Eckhart, importantissimo teologo, predicatore e professore universitario domenicano, nonché mistico eccelso, contemporaneo di Dante, che apostrofò gli inquisitori che intendevano processarlo a causa di alcune sue proposizioni controverse nel modo seguente: rudes, imperiti, tardi (liberamente tradotto: rozzi, ignoranti, imbecilli), gente che taccia di eresia quello che non comprende.

Una colpa, caro Vittorio, ce l'hai, ma è una colpa che hai con te stesso, non con me, né, a mio parere, con chiunque altro: le cose le sapevi, contrariamente alla stragrande maggioranza dei pazienti oncologici, che finiscono nel tritacarne senza neanche rendersi conto di cosa stia succedendo. E la tua pretesa di certezze, perdonami, era del tutto irrazionale, nonché impossibile da realizzare, e aveva tanto il sapore di una richiesta proveniente da quello che tu chiami con insistenza "il tuo mondo". Ripeto che posso capire quali e quante siano le pressioni a cui le persone a noi più vicine (i cosiddetti affetti) sono in grado di sottoporci. Ma, allorquando il "nostro mondo" ci spinge alla tomba più rapidamente e più dolorosamente di quanto sia necessario, di quanto noi sappiamo essere possibile, credo arrivi un momento in cui gli appartenenti a questo "nostro mondo" debbano essere messi di fronte a una scelta precisa: sostenerci nelle nostre scelte con il loro affetto e la loro comprensione, oppure andare a farsi fottere.

Un saluto, un abbraccio e un in bocca al lupo da parte mia.



Salve Himotep,mi fa sempre piacere scambiare qualche opinione con te nella calma assoluta.

Ancora ieri, parlavo col mio dentista che mi chiedeva: "Allora hai chiuso con la chemioterapia?"
"neanche se vengono a prendermi con il mitra ci vado!!" Gli ho risposto.

Ho notato il suo sussulto e prima di tacere mi ha detto:" Conosco gente che se l' è fatta e vive alla grande"

E' così Himotep: ero solo contro tutti, chiuso in un cerchio di fuoco da cui bisognava avere il coraggio di saltare come fanno gli acrobati. A 70 anni puoi fare dei saltelli, ma non l' acrobata.

Ma una domanda la voglio porre: "Chi è in grado di far crollare tutti i legami affettivi costruiti con una vita intera per affermare un proprio principio? Io non ne sono capace, figuriamoci nella condizione di chi era stato appena operato di un tumore.

Riferendomi a Clara, apprezzo molto le sue parole. Ognuno di noi può trarre dai giri all' Inferno degli insegnamenti. E nessuno di noi è uguale. A me probabilmente ne servivano 9 per creare il mio punto di forza verso l' ambiente in cui vivo e dire no.

Imhotep, quando ero al bivio, chemio si chemio no, mi è mancato l' appoggio di un medico. A me erano sufficienti le conoscenze che avevo e le vostre, ma ai miei non bastava. Ho girato mezza Italia per trovarne uno col titolo e purtroppo sono tornato a mani vuote profondamente deluso.
Quando finalmente ho trovato un medico, e ho sbattuto il suo nome davanti a tutti, anche alla luce degli effetti collaterali che stavo subendo, nessuno ha osato più interferire. Quindi la mia ostinazione non è stata vana.
Forse a vostri occhi ilmio comportamento è stato solo codardia , ma nell' ambiente in cui vivo credo di aver mostrato fermezza senza creare sconquassi affettivi.

La malattia, l' ambiente famigliare, l' ambiente medico, i conoscenti non ti danno tregua. Sono incalzanti, vogliono risposte certe anche se loro non te ne danno nessuna, nell' arco di una manciata di giorni.

Se avessi avuto un solo alleato in famiglia o nell' ambiente, almeno uno con cui sfogarsi, forse ce l' avrei fatta a oppormi in maniera strenua. Purtroppo ero solo e da persona malata non potevo fare la guerra dura contro tutti. Sono già considerato abbastanza originale qui, ma passare per matto nella casa dei folli sarebbe stato il massimo.

Comunque ora il brodo è estratto. Traditore per gli uni e per gli altri, :( ma libero, più di prima, e finalmente di percorrere le mie strade della salute.
Questo senso di libertà conquistata a caro prezzo è il mio nuovo punto di partenza. Ora finalmente respiro.

Domani vado a recuperare una barca a vela portata dal mare. E' un laser. Non è grande ma a caval donato...C' è persino qualche lavoretto da fare. Come si fa ad annoiarsi?

Un caro saluto a tutti.
Ultima Modifica 11 Anni 6 Mesi fa da feuxdartifice.

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  • simo
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11 Anni 6 Mesi fa #38021 da simo
Risposta da simo al topic tintura madre di rosmarino
Scusa Feux,sono poco diplomatica,ma devo esporti il mio punto di vista.
Si tratta semplicemente di rispetto per le persone che ci stanno vicino e che amiamo ed io lo pretendo,dal momento che lo elargisco a piene mani.
Io sono vegetariana,quasi vegana e non uso farmaci,mentre molte persone del mio entourage la pensano in modo diverso e ti assicuro che conviviamo perfettamente nel massimo rispetto e nessuno prevaricherebbe un altro,anche perchè in questo caso non avrei aspettato un evento estremo per tagliare i rapporti con chi pretende di impormi idee o filosofie di vita.
Invece dalle tue parole sembra che ti sia stata imposto di farti somministrare una sostanza deleteria contro la tua volontà.
Forse onestamente anche a te andava di farlo,ma è soltanto la mia opinione.
Auguri sinceri

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11 Anni 6 Mesi fa #38023 da Midiclò
Mah, io non credo davvero gli andasse di farlo.

Ciao Feux, mi faccio viva anch'io in questa discussione per dire che posso crederci, che tu abbia ceduto alla chemio per non deludere gli affetti.
Non approvo, certo, ma comprendo. Perché fare una scelta a 70 anni non è come farla a 30 / 40, quando i vincoli di affetto non sono ancora così radicati e stabilizzati come invece possono essere alla tua età. A trent'anni te ne freghi di quello che possono sentire/provare i tuoi congiunti (esperienza personale, i miei parenti erano tutti d'accordo che io sacrificassi un nervo della gamba per ricostruire quello mancante nel braccio. Ovviamente mi sono rifutata, passando per pazza, ma i pazzi erano loro, anzi pazzo era l'ortopedico che li aveva convinti), cavoli la vita è tua e sei tu che poi fai i conti con le conseguenze delle tue scelte.

Credo invece che più si va avanti con l'età, e più le relazioni e l'amore che provi per le persone prendono il sopravvento sull'amor proprio e sulla salvaguardia del proprio essere. E così ti ritrovi a considerare che non è poi così dannatamente importante seguire la propria cocciutaggine e che si possa anche andare incontro alle aspettative di chi ami, perché tanto una scelta o l'altra non conta, ma conta l'amore.

Però per fortuna ora ti sei accorto che amando te stesso puoi amare meglio anche gli altri. È questa la cosa importante, che tu abbia fatto questo percorso (che ti ha fatto soffrire, come purtroppo succede per i percorsi che ti fanno CRESCERE) e tu sia arrivato a comprendere ciò che è giusto fare. Giusto per tutti, intendo, anche per chi ti ama, che ti vedrà vincere la tua personale battaglia.

Sto ancora e sempre imparando...
I seguenti utenti hanno detto grazie : feuxdartifice

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